Pacchetto UE, gli Stati approvano contributi per 3,3 miliardi

Via libera ai crediti per coesione e migrazione. I versamenti sono legati all'accettazione del pacchetto di accordi con Bruxelles.
BERNA - Il Consiglio degli Stati ha approvato mercoledì sera i crediti legati ai contributi svizzeri nell'ambito del pacchetto di accordi con l'Unione europea. Per gli anni dal 2030 al 2036, in caso di accettazione del pacchetto, sono previsti versamenti annuali per un totale di 3,3 miliardi di franchi. I crediti approvati sono due per il contributo di coesione e uno per la migrazione.
Gli accordi introducono un meccanismo giuridicamente vincolante per contributi regolari alla coesione, ciascuno della durata di sette anni. La Svizzera negozierebbe con gli Stati dell'UE i contratti per l'erogazione dei fondi, che non confluirebbero nel bilancio dell'Unione. Nella fase transitoria tra il 2025 e il 2029 Berna verserà ogni anno 130 milioni di franchi per la coesione.
Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha ricordato che i pagamenti fanno parte del pacchetto e ha affermato che attraverso questi contributi la Svizzera «investe nella stabilità e nella coesione in Europa». Critica Esther Friedli (UDC/SG), secondo cui la Confederazione, oltre ad adottare dinamicamente il diritto UE, dovrebbe anche pagare per partecipare al mercato interno. La maggioranza della Camera ha invece seguito le commissioni della politica estera e delle finanze, secondo le quali i benefici annuali del mercato interno per la Svizzera sono nettamente superiori ai crediti richiesti.
Giovedì gli Stati dovranno inoltre pronunciarsi sul credito d'impegno per la partecipazione svizzera a Erasmus+ nel 2027. Alcuni parlamentari borghesi hanno espresso perplessità sull'ammontare previsto, richiamando la situazione delle finanze federali e le misure di risparmio. Al dibattito parteciperà il presidente della Confederazione Guy Parmelin.
La Camera affronterà poi l'ulteriore sviluppo del pacchetto, che comprende nuovi accordi sulla sicurezza alimentare e sulla salute. Quest'ultimo punta a rafforzare la cooperazione con l'UE in caso di crisi sanitarie e a garantire alla Svizzera l'accesso ai meccanismi europei di sicurezza sanitaria. Il dossier passerà successivamente al Consiglio nazionale, mentre l'accordo sull'elettricità sarà trattato più avanti, poiché la commissione competente degli Stati non ha ancora concluso i suoi lavori.



