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BERNA

Statuto S, Quadri «Chi beneficia di prestazioni sociali contribuisca alla collettività»

L'atto parlamentare incarica il Consiglio federale di proporre le necessarie modifiche alla legge sull'asilo. La partecipazione ai programmi dovrebbe diventare una condizione per mantenere le prestazioni assistenziali.
Statuto S, Quadri «Chi beneficia di prestazioni sociali contribuisca alla collettività»
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Statuto S, Quadri «Chi beneficia di prestazioni sociali contribuisca alla collettività»
L'atto parlamentare incarica il Consiglio federale di proporre le necessarie modifiche alla legge sull'asilo. La partecipazione ai programmi dovrebbe diventare una condizione per mantenere le prestazioni assistenziali.

BERNA - Obbligare i titolari dello statuto di protezione S abili al lavoro, e beneficiari dell'assistenza sociale, a partecipare a programmi di occupazione, integrazione o pubblica utilità, se non esercitano già un'attività lucrativa o seguono una formazione. È quanto chiede una mozione del consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri.

L'atto parlamentare incarica il Consiglio federale di proporre le necessarie modifiche alla legge sull'asilo, in particolare all'articolo 82, e alla relativa ordinanza d'esecuzione. La partecipazione ai programmi dovrebbe diventare una condizione per mantenere le prestazioni assistenziali, mentre un rifiuto ingiustificato dovrebbe poter comportare una riduzione proporzionata degli aiuti.

Secondo Quadri, lo statuto S garantisce protezione ai profughi ucraini, ma «la solidarietà della collettività non può essere intesa come un sistema di soli diritti». Per il consigliere nazionale, chi è in grado di lavorare e dipende dall'assistenza pubblica dovrebbe quindi, per quanto possibile, contribuire alla collettività.

Nella motivazione della mozione, Quadri sostiene inoltre che in Ticino il tasso di occupazione dei titolari dello statuto S sia tra i più bassi della Svizzera e che questa situazione incida sull'accettazione da parte della popolazione residente.

La legislazione federale, osserva il deputato leghista, contempla già programmi d'occupazione per le persone nel settore dell'asilo. Mancherebbe però un principio che leghi le prestazioni assistenziali destinate ai titolari dello statuto S abili al lavoro alla partecipazione a un'attività di pubblica utilità. La Confederazione dovrebbe quindi creare una base legale che permetta ai Cantoni di imporre tale partecipazione.

Secondo la mozione, la regola dovrebbe essere estesa anche ai permessi B che, da marzo 2027, deriveranno dallo statuto S. Le attività, precisa Quadri, dovrebbero essere di interesse pubblico, proporzionate e adeguate alla situazione individuale, senza sostituire posti di lavoro regolari né creare concorrenza con l'economia privata.

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