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Svizzera

"No" all'obbligo di un'assicurazione malattie per tutti i detenuti

La proposta di trasferire i costi sanitari dei detenuti stranieri dall’erario pubblico alle casse malati è stata definitivamente respinta dal Parlamento.
"No" all'obbligo di un'assicurazione malattie per tutti i detenuti
Depositphotos (dmiiva1987)
Fonte Ats
"No" all'obbligo di un'assicurazione malattie per tutti i detenuti
La proposta di trasferire i costi sanitari dei detenuti stranieri dall’erario pubblico alle casse malati è stata definitivamente respinta dal Parlamento.

BERNA - Non ci sarà alcun obbligo per i detenuti in Svizzera domiciliati all'estero di stipulare una assicurazione con una cassa malattia. Dopo gli Stati in giugno, oggi anche il Consiglio nazionale ha respinto senza voti favorevoli l'entrata in materia sulla pertinente modifica della legge sull'assicurazione malattie (LAMal).

Secondo la Statistica della privazione della libertà (FHE) dell'Ufficio federale di statistica (UST) del 2021, si stima che circa 2000 persone in carcere non abbiano l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Con il suo disegno di legge, il Consiglio federale mirava a garantire la parità di trattamento medico durante la detenzione, come previsto dalla Costituzione federale.

Attualmente i costi sanitari dei carcerati non domiciliati sono stati sostenuti dai Cantoni e finanziati attraverso le imposte cantonali. La riforma voleva far pagare il premio di cassa malati alle persone interessate.

La proposta si è però scontrata con l'opposizione quasi unanime del Parlamento, che ritiene inopportuno un trasferimento dei costi dai Cantoni all'assicurazione obbligatoria, tanto più che in molti beneficerebbero della riduzione dei premi. La novità avrebbe anche comportato un onere amministrativo sproporzionato, dato che gli interessati sarebbero stati di norma affiliati all'assicurazione malattie solo per pochi mesi. Il tema è inoltre ritenuto di competenza cantonale.

Il dossier è così definitivamente affossato.

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