Neutralità svizzera: i sondaggi dicono no al cambiamento, ma il Ticino fa eccezione

Bocciature in vista per le due iniziative su neutralità e alimentazione. I risultati del primo sondaggio 20 minuti/Tamedia mostrano un divario crescente tra le regioni linguistiche e politiche sulla questione della neutralità.
BERNA - La neutralità svizzera va bene così com’è, non c’è bisogno di apportare modifiche di restrizioni. La pensa così la maggior parte degli svizzeri. Questa è la fotografia che è scaturita dal primo sondaggio di 20 minuti/Tamedia in merito alle due iniziative - quella sulla neutralità e quella sull’alimentazione - su cui voteremo il prossimo 27 settembre.
Iniziativa sulla neutralità
Per quanto riguarda l’iniziativa sulla neutralità al momento i consensi si fermano al 36%, mentre il 62% degli intervistati si dichiara contrario e il 2% indeciso. Il sostegno arriva soprattutto dall'elettorato dell'UDC, dove i favorevoli raggiungono l'82%. Negli altri principali schieramenti prevale invece il no. Tra gli elettori del PS e del PVL i contrari sono il 91%, mentre tra i Verdi raggiungono l'82%. La proposta viene respinta anche dai simpatizzanti del Centro, con il 79% di no, e del PLR, con il 72%. Il consenso tende inoltre a diminuire con l'aumentare dell'età, del livello di istruzione e del reddito, mentre risulta leggermente più elevato nelle zone rurali.
Il Ticino
Il Ticino si pone in netto contrasto con il resto del Paese: nel nostro cantone, al momento attuale, l’iniziativa passerebbe con il 52%, mentre i no si fermano al 45%. Un risultato agli antipodi rispetto a quelli della Svizzera tedesca (64% NO, 35% SÌ) e della Svizzera romanda (61% NO, 35% SÌ).
Tra i sostenitori dell'iniziativa, l'argomento principale è che l'inserimento della neutralità nella Costituzione impedirebbe al Consiglio federale e ai politici di indebolirla o interpretarla a propria discrezione. Sul fronte opposto pesano invece diversi elementi: secondo i contrari, l'iniziativa limiterebbe fortemente la capacità d'azione della Svizzera di fronte alle sfide di politica estera. Inoltre, la rinuncia alle sanzioni in caso di violazioni del diritto internazionale potrebbe essere considerata una presa di posizione a favore degli Stati aggressori e danneggiare la reputazione del Paese. Una concezione rigida della neutralità, infine, limiterebbe la cooperazione in materia di sicurezza e difesa, indebolendo la capacità difensiva della Svizzera.
Iniziativa sull’alimentazione
Anche l'Iniziativa sull'alimentazione registra una maggioranza di contrari. Il sì si ferma al 31%, contro il 65% di no e il 4% di indecisi. In questo caso non c’è nessun Röstigraben, l’intero elettorato del paese è compatto: la Svizzera tedesca risponde con un no del 70%, e un sì del 27%, la Romandia con un 58% di no e un 37% di sì, e infine il Ticino che si muove sugli stessi numeri: 50% di no e 45% di sì. L'unico elettorato nel quale la proposta ottiene un sostegno maggioritario è quello dei Verdi, con il 69% di favorevoli. La base del PS appare divisa, con il 46% di sì e il 50% di no.
Negli altri partiti l'opposizione è più marcata: i contrari sono il 66% tra gli elettori del PVL, il 74% nell'UDC, il 75% nel Centro e l'83% nel PLR. Il no è inoltre più diffuso tra gli uomini, con il 70%, rispetto alle donne, con il 59%. Tra i pensionati il no si attesta al 74%.
Tra i favorevoli all'Iniziativa sull'alimentazione non emerge un unico argomento dominante. Il 31% cita la possibilità di raggiungere un grado di autosufficienza più elevato, così da ridurre la dipendenza dall'estero nell'approvvigionamento alimentare in caso di crisi. Il 28% indica invece la protezione delle risorse di acqua sotterranea dall'inquinamento causato, per esempio, da fertilizzanti e pesticidi.
Tra gli oppositori, il principale motivo di contrarietà, indicato dal 46%, riguarda l'obiettivo di un grado di autosufficienza del 70%: secondo questa posizione, la misura finirebbe per tradursi in un menu imposto dallo Stato, lasciando pochissimo spazio ai prodotti di origine animale.
Dati tecnici
Il seguenti risultati si basano su 13’154 risposte di partecipanti al sondaggio, ponderate in base a variabili demografiche, geografiche e politiche (9’961 dalla Svizzera tedesca, 2’936 dalla Svizzera romanda e 257 dal Ticino).
Giorni del sondaggio: 12-13 agosto 2026
Periodo di elaborazione: 13-17 agosto 2026
Margine di errore del campione: ± 1,5 punti percentuali (per le stime basate sull'intero campione).
Ecco su cosa si voterà il prossimo 27 settembre
Iniziativa sulla neutralità
La questione centrale è se vogliamo mantenere la neutralità nella sua forma attuale oppure se sia opportuno inserire nella Costituzione federale un articolo che imponga una prassi più restrittiva in materia. Si tratterebbe di un netto cambiamento di rotta. La neutralità è sancita dalla Costituzione federale già dal 1848. Il referendum non mette in discussione la futura neutralità della Svizzera. L'esito della votazione non mette in discussione la neutralità della Svizzera. Va deciso come applicarla in futuro. https://www.eda.admin.ch/it/neutralita
Iniziativa sull'alimentazione
Il 13 agosto 2025 il Consiglio federale ha licenziato il Messaggio concernente l’iniziativa popolare «Per un’alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull’alimentazione)». Raccomanda al Parlamento di respingere l’iniziativa senza alcun controprogetto diretto o indiretto. Gli obiettivi dell’iniziativa sarebbero conseguibili soltanto con interventi statali molto incisivi. Il Consiglio federale terrà conto delle richieste legittime dell’iniziativa anche nell'ulteriore sviluppo della politica agricola a partire dal 2030.
https://www.blw.admin.ch/it/iniziativa-sullalimentazione



