«L'iniziativa "bussola" erode il normale processo democratico»

Il Consiglio federale mette in guardia sui rischi di incertezza giuridica e di danno alla credibilità internazionale.
Il Consiglio federale mette in guardia sui rischi di incertezza giuridica e di danno alla credibilità internazionale.
BERNA - L'iniziativa "Per la democrazia diretta e la competitività del nostro Paese - No a una Svizzera membro passivo dell'UE (Iniziativa Bussola)", che chiede di sottoporre a referendum obbligatorio il pacchetto di accordi con l'UE, va respinta. Parola del Consiglio federale, secondo cui la proposta è troppo vaga e interferisce col normale processo democratico.
L'iniziativa Bussola chiede di sottoporre al voto del Popolo e dei Cantoni i trattati internazionali che prevedono il recepimento di disposizioni importanti contenenti norme di diritto. Intende così estendere il referendum obbligatorio in materia di trattati internazionali.
Il testo presentato dai promotori, spiega il governo, contiene una disposizione transitoria che interviene nel processo politico in corso e modifica a posteriori le modalità di voto relative ai Bilaterali III.
Si tratta di un approccio "inadeguato", per il Consiglio federale, poiché si discosterebbe dal sistema democratico consolidato della Svizzera: per garantire la certezza del diritto, le regole della democrazia dovrebbero essere modificate indipendentemente da un caso specifico e le nuove norme dovrebbero applicarsi solo a votazioni future.
Questo modo di procedere, stando all'esecutivo, è fonte di "grande incertezza giuridica" e minaccerebbe la credibilità della Svizzera in materia di politica estera.




