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Saranno 40 i licenziamenti alla Posta, transfair: «Restano troppi»

Colpiti i lavoratori del settore informatico: alla fine della consultazione sono state definite 20 modifiche contrattuali
Saranno 40 i licenziamenti alla Posta, transfair: «Restano troppi»
Deposit Photos
Fonte transfair
Saranno 40 i licenziamenti alla Posta, transfair: «Restano troppi»
Colpiti i lavoratori del settore informatico: alla fine della consultazione sono state definite 20 modifiche contrattuali

BERNA - Saranno 40 i licenziamenti nel settore informatico nell’ambito della riorganizzazione «Tech Acceleration» della Posta Svizzera. La procedura di consultazione si è conclusa e la soppressione degli impieghi è quindi definitiva. A fronte dei 60 posti di lavoro a rischio, sono state definite 20 modifiche contrattuali.

Il sindacato transfair, pur sottolineando che i numeri sono inferiori rispetto a quelli inizialmente temuti, chiede alla Posta di ridurre ulteriormente il numero dei licenziamenti e di cambiare rotta nella propria politica occupazionale.

Non il primo taglio
La riorganizzazione riguarda il comparto IT e, secondo transfair, si inserisce in una serie di riduzioni del personale avviate dal 2024 in diverse unità del gruppo. Tra le misure citate dal sindacato figurano la soppressione di fino a 41 posti di lavoro presso Digital Services, l’esternalizzazione di attività che mette a rischio 27 impieghi, il taglio di fino a 100 posti presso RetePostale e i 141 licenziamenti annunciati da PostFinance. Le cifre, precisa transfair, corrispondono agli ultimi dati forniti dalla Posta al sindacato.

«Un’azienda parastatale che rappresenta un modello da seguire deve assumersi una particolare responsabilità sociale. La Posta non lo fa, se ogni anno elimina posti di lavoro: a pagarne le conseguenze sono le collaboratrici e i collaboratori, ma anche il servizio pubblico. Chi svolge un incarico pubblico non deve sacrificare posti di lavoro qualificati in nome del risparmio», sottolinea Greta Gysin, presidente di transfair e consigliera nazionale.

Il nodo del telelavoro
Un altro punto contestato riguarda il possibile trasferimento all’estero di posti di lavoro informatici. La Posta ha sospeso fino a nuovo ordine il previsto ampliamento della propria sede di Lisbona, mantenendo tuttavia aperta la possibilità di riprendere il progetto in futuro.

transfair chiede invece di abbandonarlo definitivamente e sostiene che le aziende parastatali debbano mantenere in Svizzera posti di lavoro e competenze. Il sindacato afferma di aver espresso preoccupazioni analoghe anche in relazione a Swisscom.

«40 licenziamenti sono comunque troppi»
Per limitare gli effetti della riorganizzazione, la Posta intende fare ricorso alla fluttuazione naturale, ai prepensionamenti volontari e ai trasferimenti interni. Per transfair, tuttavia, fino a 40 licenziamenti restano troppi.

Il sindacato chiede inoltre che, nell’assegnazione dei posti vacanti all’interno del Gruppo, le persone interessate dalla riorganizzazione abbiano la precedenza rispetto alle candidature esterne.

transfair contesta anche i tempi concessi ai dipendenti per valutare eventuali nuove offerte di lavoro interne. Secondo il sindacato, in alcuni casi la Posta non concederebbe nemmeno 48 ore per prendere una decisione. Il piano sociale di transfair prevede invece un periodo di circa una settimana e, secondo l’organizzazione, dovrebbe essere applicato in modo coerente e spiegato con chiarezza al personale coinvolto.

Alla procedura di consultazione ha partecipato un gran numero di collaboratrici e collaboratori. transfair considera positivo il fatto che il numero dei licenziamenti sia stato ridotto rispetto alle previsioni iniziali, ma sottolinea che fino a 40 persone potrebbero comunque perdere il posto.

«La Posta deve ora offrire loro prospettive concrete: formazione continua, riqualificazione professionale e una transizione equa», afferma Kerstin Büchel, responsabile della categoria Posta/Logistica di transfair.

I tagli entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2027.

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