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Utile in picchiata e la Posta licenzia (ancora): «A rischio un centinaio di posti di lavoro»

La motivazione è da ricondurre a una ristrutturazione aziendale. Syndicom: «Inaccettabile»
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Utile in picchiata e la Posta licenzia (ancora): «A rischio un centinaio di posti di lavoro»
La motivazione è da ricondurre a una ristrutturazione aziendale. Syndicom: «Inaccettabile»

BERNA - Nel giorno della pubblicazione della semestrale della Posta - con un utile, pari a 74 milioni di franchi, in calo del 44% rispetto al primo semestre del 2024 - il sindacato syndicom rendo noto che ieri il gigante giallo è intenzionato a tagliare 100 posti di lavoro. Le persone che rischiano di rimanere a casa sono complessivamente 120. Licenziamenti definiti «inaccettabili» dai rappresentanti dei lavoratori. La notizia viene confermata anche nella nota della Posta, spiegando che di pari passo i prezzi saranno aumentati. «La Posta - si legge - punta a un’attuazione il più possibile socialmente sostenibile. Le decisioni definitive seguiranno al termine della procedura di consultazione a fine settembre. Fondamentali per il futuro della Posta sono anche la crescita, lo sviluppo e la sostenibilità. Tuttavia, è inequivocabile che la pressione economica sul servizio postale universale continui ad aumentare».

syndicom: «Schiaffo ai dipendenti» - Stando a quanto riporta il sindacato, nei prossimi mesi sarebbe prevista una nuova riorganizzazione nell'amministrazione della centrale, per questo sarà ridotto l'organico. Più nel dettaglio, ne risulterebbero 100 licenziamenti e 20 modifiche contrattuali. «Uno shock per il personale interessato, considerando che si tratta di un terzo dei dipendenti attivi nella centrale di RetePostale. Particolarmente amaro: da mesi i dipendenti della Posta lavorano con impegno in workshop e riunioni per contribuire alla progettazione del loro futuro lavoro. Tuttavia, i nuovi posti che si vengono a creare dovrebbero essere occupati principalmente dall'esterno. Questa politica del personale carente è uno schiaffo in faccia ai dipendenti», scrive syndicom in una nota.

Per Adriano Troiano, segretario centrale del sindacato syndicom, è chiaro: «La Posta ha ancora una volta perso l'occasione di preparare il proprio personale per il futuro. Preferisce sostituirlo. È uno scandalo bello e buono e dimostra una mancanza di lungimiranza e un carente sviluppo del personale. Non è la prima volta che il sindacato syndicom critica questa prassi e si aspetta che la Posta si assuma pienamente la propria responsabilità sociale». Viene inoltre spiegato che «i nuovi reparti e posti creati vengono messi a concorso e gli attuali dipendenti devono candidarsi. Attraverso i workshop e le riunioni, molti hanno già capito che probabilmente non avranno più posto nella nuova struttura. Rimane da vedere se quanto esposto – ovvero "interno prima di esterno" – troverà effettivamente applicazione o se sia stato solo un impegno di facciata. syndicom chiede alla direzione aziendale serietà e vera apertura ai risultati nella procedura di consultazione. Licenziamenti o peggioramenti dei contratti di lavoro esistenti sono inaccettabili».

Transfair: «Personale impreparato» - Anche Transfair - stando al quale nell'amministrazione centrale di RetePostale lavorano attualmente 380 persone - sottolinea che oltre la metà dei posti soppressi sarà nuovamente occupato, ma con forze esterne: il gigante giallo «sembra considerare il proprio personale inadeguato». Secondo il sindacato dovrebbe formare i propri dipendenti invece di licenziarli. «La Posta ha evidentemente trascurato di preparare il proprio personale a questo cambiamento, ma sono i dipendenti a pagarne il prezzo», afferma la presidente di Transfair e consigliera nazionale Greta Gysin (Verdi/TI).

Una ristrutturazione che si inserisce nella «lunga lista di licenziamenti di massa e misure di smantellamento presso il gruppo della Posta. Solo quest'anno presso notime AG, PostFinance SA e ora Posta CH Rete SA sono previsti complessivamente quasi 800 licenziamenti».

Utile in caduta libera
Il risultato finanziario con cui la Posta chiude il primo semestre è significativamente al di sotto di quello dell’anno precedente. Mentre il fatturato (ricavi d’esercizio) è solo leggermente più basso rispetto a quello della prima metà del 2024, con 118 milioni di franchi il risultato d’esercizio segna il 29% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche l’utile, pari a 74 milioni di franchi, come previsto è nettamente inferiore rispetto al primo semestre del 2024 (–44%). «La Posta continua a poggiare su basi finanziarie solide ed è in grado di autofinanziare il servizio universale e le sue prestazioni. Ciononostante, il risultato mette in luce le sfide strutturali nel core business e i costi che ne derivano», afferma Björn Walker, responsabile Finanze ad interim della Posta.

PostFinance - Nel primo semestre del 2025 PostFinance ha conseguito un risultato d’esercizio di 135 milioni di franchi, ovvero 40 milioni in più rispetto all’anno precedente. I ricavi d’esercizio sono scesi di 181 milioni di franchi, attestandosi a 814 milioni. Il recente abbassamento dei tassi allo 0% da parte della Banca nazionale svizzera si ripercuote negativamente sulle aspettative di futuri proventi da interessi. PostFinance risponde alle criticità del contesto attuale con la nuova strategia 2025–2028 e si pone l’obiettivo di una crescita moderata, concentrandosi sull’ottimizzazione delle esperienze clienti e sull’ulteriore sviluppo dei prodotti d’investimento e della consulenza previdenziale.

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