Ricattava aziende per milioni: hacker condannato a 13 anni e all'espulsione

Il 52enne è stato condannato a Zurigo. Tra le vittime Stadler Rail, Meier Tobler e Crealogix. I danni sono stati stimati in 100 milioni.
ZURIGO - Il Tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato oggi un hacker ucraino di 52 anni a 12 anni e 9 mesi di reclusione e a un'espulsione dalla Svizzera per 10 anni. L'uomo, residente a Basilea Campagna, è stato ritenuto coinvolto in attacchi ransomware a livello mondiale, nei quali dati aziendali venivano crittografati per estorcere riscatti.
Tra le vittime figurano anche Stadler Rail, Meier Tobler e Crealogix. Nell'attacco al costruttore ferroviario l'imputato aveva sottratto circa 500 gigabyte di dati riservati, minacciando di pubblicarli online. Stadler Rail non aveva pagato, mentre altre vittime avevano ceduto alle richieste. Il danno complessivo è stimato in 100 milioni di franchi.
Secondo il tribunale, il 52enne aveva un ruolo chiave ed era il principale sviluppatore del malware utilizzato per crittografare i dati. Non era tuttavia il «cervello» dell'operazione: avrebbe fornito il software a finanziatori rimasti ignoti, che selezionavano le aziende da colpire in Svizzera e all'estero e coordinavano i tentativi di estorsione.
Compensi in criptovalute
Per la sua partecipazione l'uomo avrebbe ricevuto somme considerevoli in criptovalute, poi riciclate. Per nascondere l'origine di fondi pari ad almeno 490'000 franchi avrebbe utilizzato mixer di criptovalute, effettuato centinaia di transazioni e scambiato valute digitali su diverse piattaforme. Una parte del denaro sarebbe infine arrivata su conti bancari svizzeri.
L'imputato nega le accuse e sostiene di essere stato un semplice consulente informatico, ignaro dell'utilizzo criminale del software. Il tribunale non gli ha creduto, anche alla luce del ritrovamento di lettere di ricatto tra i suoi dati.
La sentenza, che supera la richiesta di 12 anni formulata dalla procura, può essere impugnata. Il 52enne si trova in carcerazione preventiva dall'ottobre 2021 e vi resterà fino a nuovo ordine.
Il caso ha attirato l'attenzione anche per i presunti legami con il Cremlino di uno degli uomini indicati tra le menti del gruppo, morto a Mosca nel novembre 2022. Durante il processo la procura aveva ricondotto gli attacchi a una strategia volta a provocare disordini e danni economici in Occidente. Non vi sono tuttavia prove di legami tra il 52enne condannato e la Russia.



