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Gli svizzeri hanno un nuovo “medico”, e non è umano

Il ricorso all'intelligenza artificiale per sintomi fisici e psichici cresce in tutte le fasce d'età, con particolare impatto tra i giovani adulti.
Gli svizzeri hanno un nuovo “medico”, e non è umano
Depositphotos (ArturVerkhovetskiy)
Fonte Ats
Gli svizzeri hanno un nuovo “medico”, e non è umano
Il ricorso all'intelligenza artificiale per sintomi fisici e psichici cresce in tutte le fasce d'età, con particolare impatto tra i giovani adulti.

LUCERNA - Quattro svizzeri su dieci sottopongono i loro sintomi di malattie all'intelligenza artificiale (IA), una quota raddoppiata rispetto allo scorso anno. È quanto emerge da uno studio sulla salute commissionato dall'assicuratore malattia CSS, pubblicato oggi.

Lo studio, realizzato dall'istituto di ricerca Sotomo, dimostra che in un anno dal 20% di interrogati che avevano chiesto aiuto a un chatbot si è passati al 42%. Vengono sottoposti sia sintomi fisici, sia psichici.

L'utilizzo dell'IA quale consulente è aumentato in tutte le categorie d'età: il 62% dei giovani adulti (18-35 anni) ne fa uso, così come il 30% (un anno fa era appena il 10%) di chi ha più di 65 anni.

Oltre un quarto dei partecipanti ha citato l'IA tra le principali fonti d'informazione in ambito salutare. Ma secondo gli autori dello studio, non si tratta di sostituire i medici o il proprio ambiente personale, bensì di aggiungere una fonte supplementare.

Stato di salute migliora
Lo stato di salute del campione è complessivamente migliorato nel corso dell'ultimo anno, visto che meno persone si sono dichiarate ferite o ammalate. Chi si dice in buono o molto buono stato di salute è passato dal 62 al 66%.

La principale causa di cagionevolezza viene indicata nel sonno insufficiente o di scarsa qualità. Già un anno fa solo un quinto degli interrogati aveva dichiarato di non aver alcun problema del sonno.

Per la prima volta dall'inizio del rilevamento nel 2020, il comportamento alimentare risulta essere un fattore di malattia di pari importanza alla disposizione genetica. Il 59% degli intervistati ha indicato questi parametri come criterio per definire una malattia grave.

Soltanto una persona su cinque sostiene di mangiare quotidianamente la dose consigliata di frutta e verdura. Tra i principali ostacoli verso il raggiungimento di tale obiettivi vengono evocati le abitudini radicate e la mancanza di motivazione e di tempo.

Quasi la metà dei giovani adulti (44%) citano invece l'utilizzo delle reti sociali come particolarmente deleterio per la loro salute a lungo termine.

Per la realizzazione della ricerca, Sotomo ha interrogato 2549 persone di tutte le principali regioni linguistiche della Svizzera.

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