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SVIZZERA

La Svizzera vuole rafforzare l'educazione contro la disinformazione

Un rapporto della SEFRI individua quattro ambiti prioritari, dalla formazione dei docenti al coordinamento tra i diversi attori.
La Svizzera vuole rafforzare l'educazione contro la disinformazione
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Fonte Ats
La Svizzera vuole rafforzare l'educazione contro la disinformazione
Un rapporto della SEFRI individua quattro ambiti prioritari, dalla formazione dei docenti al coordinamento tra i diversi attori.

BERNA - Di fronte alla disinformazione, l'educazione alla cittadinanza e ai media assume un ruolo sempre più importante. Lo indica la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) in un rapporto che individua quattro ambiti di intervento prioritari.

La capacità di valutare criticamente le informazioni e riconoscere la disinformazione è infatti sempre più importante «per partecipare in modo consapevole al dibattito democratico», sottolinea la SEFRI. L'educazione alla cittadinanza e ai media è già consolidata come obiettivo trasversale nel sistema educativo svizzero: queste competenze sono integrate anche nei piani di studio della scuola dell'obbligo delle tre regioni linguistiche, compreso il Ticino.

Il rapporto evidenzia tuttavia alcuni margini di miglioramento. Il primo riguarda il rafforzamento dei legami tra educazione alla cittadinanza, educazione ai media ed educazione digitale. Il secondo punta a un sostegno mirato ai docenti, in particolare attraverso offerte adeguate di formazione continua, dato che le pratiche per trasmettere le competenze civiche digitali «restano eterogenee».

La SEFRI raccomanda inoltre di consolidare le basi empiriche, così da monitorare gli sviluppi e individuare eventuali lacune, e di migliorare il coordinamento dell'educazione alla cittadinanza tra i diversi attori e ambiti della formazione. La disponibilità ancora limitata di dati non consente infatti di valutare in modo completo l'efficacia delle misure, mentre lo sviluppo tecnologico procede rapidamente.

La Svizzera, rileva il documento, parte da «basi solide» grazie a un livello di istruzione elevato e a istituzioni democratiche stabili, ma il rafforzamento della resilienza della società richiede un impegno collettivo. Il rapporto auspica quindi una collaborazione coordinata e duratura tra istituzioni formative, autorità, media, mondo accademico e società civile.

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