Quasi due tonnellate di rifiuti estratte dal lago: «È sconfortante»

Circa 200 volontari hanno partecipato all’operazione annuale di pulizia del lago. La responsabile dell’iniziativa chiede misure e aiuto.
Circa 200 volontari hanno partecipato all’operazione annuale di pulizia del lago. La responsabile dell’iniziativa chiede misure e aiuto.
GINEVRA - Carrelli della spesa e carrelli a rotelle, 185 kg di vestiti, barbecue o ancora nove bombole di gas esilarante... Questi oggetti fanno parte del (triste) bottino dell’edizione 2026 della Pulizia annuale del lago, che si è conclusa domenica. In totale, circa 200 volontari hanno recuperato 1850 chili di rifiuti. Un quasi record, che non ha nulla di rassicurante: «È davvero troppo, mi sconforta!» afferma Patty Molly, presidente dell’associazione Aqua-Diving, Ginevra Azione Lago Pulito, promotrice del progetto.
Per delle reti di recupero
La dirigente chiede oggi misure per contrastare il fenomeno e per migliorare la pulizia dei fondali lacustri. «Non continueremo all’infinito a fare i netturbini in questo modo», spiega. Propone quindi l’installazione di reti in alcuni punti, per impedire ai rifiuti di tappezzare il fondo del lago e per facilitarne il recupero. «Bisogna parallelamente sensibilizzare maggiormente i passanti così come i ristoranti e i bar situati sulle rive», aggiunge Patty Molly.
Quest’ultima invoca anche un maggiore coinvolgimento di alcuni comuni, in particolare della riva destra. «Passiamo centinaia di ore a compilare moduli di richiesta di sovvenzione o di autorizzazione», si lamenta la presidente di Aqua-Diving.
Operazioni di pulizia si svolgono regolarmente tutto intorno al lago. Una delle più importanti, Net'Léman, è organizzata dall’Associazione per la salvaguardia del Lemano.
L’ultima edizione, a maggio, si è svolta su dieci siti, in particolare nel canton Vaud e in Francia. In quell’occasione, sono state raccolte quasi 2,6 tonnellate di rifiuti. Se il peso totale della raccolta sulle rive e sul fondo del lago tende a diminuire, «il numero e la diversità dei rifiuti plastici sono in aumento», avvertono gli organizzatori. «Col tempo, questi rifiuti si frammentano, diventano microplastiche poi nanoplastiche suscettibili di essere ingerite dagli organismi (fitoplancton, alghe, ecc.) e si ritrovano nella catena alimentare».





