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ITALIA/SVIZZERA

Finti lavori gratis. Usano il nome di una banca svizzera e truffano 14 persone

Ammonta ad almeno 68'000 euro la somma complessivamente incassata.
Finti lavori gratis. Usano il nome di una banca svizzera e truffano 14 persone
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Finti lavori gratis. Usano il nome di una banca svizzera e truffano 14 persone
Ammonta ad almeno 68'000 euro la somma complessivamente incassata.

VERONA - Lavori di riqualificazione energetica praticamente gratis, finanziati dallo Stato, e con il nome di una banca svizzera a fare da presunta garanzia.

Peccato che, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Verona, fosse tutto un raggiro. Sono 14 le vittime finora individuate e almeno 68'000 euro la somma complessivamente incassata.

I finanzieri del Comando provinciale di Verona hanno perquisito le abitazioni di tre persone, ritenute coinvolte in un'associazione per delinquere. L'indagine è partita proprio dalla denuncia dell'istituto di credito elvetico, dopo che alcune persone contattate nell'ambito dell'iniziativa avevano chiesto direttamente alla banca conferme sull'operazione.

La promessa: casa riqualificata senza pagare
Il meccanismo, secondo gli investigatori, era semplice: attraverso comunicazioni promozionali, anche via email, venivano proposti a privati interventi di riqualificazione energetica delle abitazioni «a costo zero».

La copertura sarebbe stata garantita dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ai clienti veniva prospettato il rimborso dell'intero costo dei lavori, compreso l'eventuale anticipo versato come caparra. L'unica spesa, secondo la proposta, sarebbe stata una percentuale per i costi di gestione.

A rendere l'offerta più credibile ci avrebbe pensato il riferimento a un noto istituto di credito svizzero. Il suo nome sarebbe stato utilizzato senza autorizzazione per dare un'apparenza di affidabilità sia alla società sia agli interventi promessi.

Soldi finiti su conti esteri
Tre delle 14 persone individuate avevano già effettuato bonifici per diverse migliaia di euro. Le somme raccolte, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, sarebbero poi state trasferite rapidamente su conti correnti in Olanda, Irlanda e Germania.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati documenti e numerosi dispositivi informatici. Una delle abitazioni perquisite sarebbe stata utilizzata anche come sede operativa della società attraverso la quale veniva promossa l'iniziativa.

Il materiale dovrà ora essere analizzato dagli investigatori. L'indagine è quindi ancora in corso e le responsabilità dei tre indagati dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

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