Cerca e trova immobili
SVIZZERA

Più dighe sulle Alpi, contro le estati roventi

Le chiedono i Verdi liberali, pur consapevoli delle opposizioni che si leveranno nelle regioni di montagna
Più dighe sulle Alpi, contro le estati roventi
Depositphotos (revvo)
Fonte Blick
Più dighe sulle Alpi, contro le estati roventi
Le chiedono i Verdi liberali, pur consapevoli delle opposizioni che si leveranno nelle regioni di montagna

BERNA - L'estate da record del 2026 ha costretto la Svizzera a fare i conti con una certa penuria di acqua. I cambiamenti climatici potrebbero, negli anni a venire, causare un peggioramento di questa situazione. Per questo motivo, secondo i Verdi liberali, è necessario valutare la creazione di nuovi bacini artificiali nei territori alpini.

L'iniziativa parte dalla consigliera nazionale zurighese Barbara Schaffner, che spera così di poter salvare - grazie alle dighe - parte della riserva d'acqua che andrebbe inesorabilmente a perdersi con lo scioglimento dei ghiacciai, fenomeno che purtroppo si verifica con intensità sempre maggiore. «Il ritiro dei ghiacciai ha ripercussioni sui torrenti» ha dichiarato la deputata al Blick. «Dobbiamo quindi considerare la costruzione di dighe non solo ai fini della produzione di energia elettrica». I nuovi bacini alpini acquisirebbero una funzione di "banca" dell'acqua, a cui attingere eventualmente in caso di crisi idrica.

A dare manforte al progetto di Schaffner c'è il presidente del suo partito, Jürg Grossen. Anch'egli è del parere che l'acqua derivata dallo scioglimento dei ghiacciai non debba andare persa. Il modo migliore per farlo è quello di creare degli sbarramenti artificiali e la politica deve fare il suo, tramite procedure d'autorizzazione semplificate o, in alcuni casi, contributi economici. I vantaggi di tale proposta sono molteplici, secondo il consigliere nazionale bernese: si potrebbe attingere ai laghi artificiali sia per dare sollievo agli alpeggi - che quest'anno hanno sofferto particolarmente per la scarsità d'acqua - sia come fonte cui attingere in caso di incendi boschivi. Inoltre, in caso di forti precipitazioni, i bacini potrebbero fungere da fonte di ritenzione, proteggendo così i fondovalle da possibili alluvioni. «È importante considerare questi bacini idrici in un contesto più ampio», aggiunge Schaffner.

L'esponente verde liberale è tuttavia consapevole che il piano va incontro a opposizioni di varia natura. In primis sul fronte della tutela del paesaggio. Anche le aziende energetiche, attive nell'idroelettrico, sarebbero contrarie a un utilizzo più ampio dei laghi artificiali. Il Blick ricorda come il tema non sia nuovo: già nel 2018, dopo un'ondata di calore peraltro non paragonabile a quella dei mesi scorsi, diverse mozioni in tal senso sono state presentate in Parlamento. Con risultati scarsi se non nulli. Anche il Gruppo svizzero delle regioni di montagna sta facendo pressioni affinché la gestione delle risorse idriche sia ripensata. Tra le richieste c'è, appunto, la creazione di nuovi laghi artificiali.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE