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SVIZZERA

La Svizzera ha sete

Il calo dei livelli idrici di questa estate canicolare non ha precedenti nella nostra storia. Per questo la Confederazione corre ai ripari, nell'ottica di un futuro sempre più caldo.
La Svizzera ha sete
Nei pressi della foce del fiume Maggia (TiPress)
Fonte Tages-Anzeiger / UFAM
La Svizzera ha sete
Il calo dei livelli idrici di questa estate canicolare non ha precedenti nella nostra storia. Per questo la Confederazione corre ai ripari, nell'ottica di un futuro sempre più caldo.

BERNA - La Svizzera ha sete. E a raccontarlo, meglio di qualsiasi dato, sono i suoi fiumi, molti dei quali ormai ridotti a poco più che rigagnoli. La siccità che da mesi interessa il Paese sta infatti spingendo i livelli dell’acqua verso valori mai registrati prima in estate.

Settanta fiumi, mai così riarsi
Secondo i nuovi dati dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), almeno 70 fiumi stanno attualmente registrando portate estive ai minimi storici dall’inizio delle rispettive misurazioni. Per quasi una dozzina di corsi d’acqua, inoltre, il livello di magra non era mai stato così basso.

Tra i fiumi da record ci sono l’Ergolz a Liestal (BL), la Thur a Jonschwil (SG), la Wigger a Zofingen (AG) e la Langete a Huttwil (BE). Particolarmente eloquente è il caso dell’Ergolz che attualmente a Liestal porta in media appena 0,05 metri cubi d’acqua al secondo, ovvero 50 litri. Per avere un termine di paragone, nel maggio scorso la portata media era di 0,991 metri cubi al secondo. Quasi venti volte tanto.

I valori più bassi si registrano soprattutto nei corsi d’acqua più piccoli, che tendono a prosciugarsi più rapidamente. Ma la situazione non risparmia i grandi fiumi. Secondo l’UFAM, almeno uno su due presenta infatti portate estive ai minimi storici. È il caso, tra gli altri, di Reno, Reuss e Limmat. E alcuni fiumi sono ormai a un passo dal record assoluto negativo. Tra questi l’Areuse a Saint-Sulpice (NE), la Gürbe a Belp (BE) e la Sionge a Vuippens (FR). Va detto che le serie storiche non hanno tutte la stessa durata: si va da circa 20 anni fino a oltre un secolo di rilevazioni.

Particolarmente colpiti i corsi d'acqua dell'Altopiano e del Giura
A essere maggiormente colpiti sono soprattutto i corsi d’acqua dell’Altopiano e del Giura. «Sul versante nord delle Alpi, la maggior parte dei fiumi è interessata dalla magra», spiega Edith Oosenbrug, dell’unità di Idrologia dell’UFAM al Tages-Anzeiger.

In numerose stazioni vengono registrati livelli che statisticamente si verificano soltanto ogni 2-10 anni, ogni 30-100 anni o ancora più raramente.

Situazione difficile anche in Ticino
I dati dell'UFAM confermano che anche il Canton Ticino è fortemente sotto pressione. Il fiume Ticino a Bellinzona ha toccato portate estive tra i 12 e i 18 metri cubi al secondo, valori estremamente vicini ai minimi storici assoluti (come i 10 m³/s registrati nel marzo 2022) e inferiori alle medie pluriennali del mese di luglio.

I corsi d'acqua del Sottoceneri come il Vedeggio ad Agno e il Cassarate segnalano portate fortemente ridotte rispetto alle medie stagionali. Sul fronte dei bacini, il Lago Maggiore (Verbano) è sceso a quota 192,26 metri s.l.m., a soli 10 cm dal minimo storico estivo misurato alla fine di luglio del 1976.

Non solo in Svizzera
In gran parte d’Europa i principali fiumi stanno vivendo un’estate particolarmente secca, con livelli molto bassi o addirittura record. Tra i casi più estremi figurano il Danubio e il Po.

E questi primati potrebbero diventare sempre meno eccezionali. Nel suo ultimo rapporto sulla siccità, la Confederazione avverte che con il cambiamento climatico i periodi secchi saranno più frequenti e più lunghi, soprattutto durante l’estate. I piccoli torrenti, anche nelle valli ticinesi durante gli episodi più intensi, potrebbero arrivare a prosciugarsi temporaneamente.

Al via uno studio per creare una strategia nazionale
La Svizzera, però, non è destinata a rimanere senz’acqua. Le risorse idriche restano «grandi», sottolinea l’UFAM: solo le falde sotterranee contengono circa 150 chilometri cubi d’acqua, più di tre volte il volume del Lago di Costanza. La vera sfida sarà capire quando e dove l’acqua sarà disponibile. In futuro, infatti, i fiumi tenderanno ad avere più acqua in inverno e meno in estate, anche a causa della progressiva riduzione del contributo di neve e ghiacciai.

Per prepararsi a questo scenario la Confederazione sta lavorando a una strategia nazionale per la gestione dell’acqua, integrando la rete di monitoraggio federale con quelle dei Cantoni. L’obiettivo è anche quello di prevenire possibili conflitti per una risorsa che, proprio nei periodi più caldi e secchi, potrebbe diventare improvvisamente molto meno disponibile.

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