Centinaia di agricoltori contro l’Unione contadini: «Non ci rappresenta più»

Oltre 370 firmatari denunciano una scarsa attenzione alla problematica del caldo e della siccità.
BERNA - Diverse centinaia di agricoltori hanno indirizzato una lettera aperta all’Unione Svizzera dei Contadini (USC) e al suo presidente Markus Ritter, lamentando che le loro difficoltà non riceverebbero sufficiente attenzione all’interno dell’associazione. La missiva, di cui dispone anche Keystone-SDA, sarebbe stata firmata da oltre 370 persone.
Colture che si seccano, animali che si ammalano e carenza di foraggio
Nel testo si sottolinea come il caldo e la siccità rendano sempre più difficile la produzione alimentare nel Paese. «Mentre l’Unione Svizzera dei Contadini quest’estate non si è ancora espressa ufficialmente nemmeno una volta su caldo e siccità, noi lavoriamo tutto il giorno all’aperto con quasi 40°C», si legge. I firmatari denunciano inoltre animali che si ammalano, carenza di foraggio per l’inverno e colture che si seccano nei campi.
«Ignorata l'urgenza della crisi climatica»
La SBV viene accusata di essersi in passato espressa contro misure di protezione del clima e di aver ignorato l’urgenza della crisi climatica. Tra le critiche anche il sostegno all’ampliamento delle autostrade e l’opposizione, insieme ad associazioni economiche, a proposte di politica ambientale e climatica. Parallelamente, l’organizzazione avrebbe preso posizione in campagne di voto ritenute lontane dall’agricoltura, come quelle contro l’iniziativa per l’alleggerimento dei premi e contro la 13a rendita AVS.
«Ci sorge sempre più spesso il sospetto: la nostra associazione professionale non ci rappresenta più», scrivono i firmatari.
La replica dell'USC
Oggi l’Unione Svizzera dei Contadini ha replicato affermando di condividere le preoccupazioni legate alle conseguenze del cambiamento climatico per l’agricoltura, riconoscendo sia la particolare esposizione del settore sia la sua responsabilità.
L’associazione ha ricordato alcune sue decisioni politiche, tra cui il sostegno alla legge sul CO2 nel 2021 e alla legge su clima e innovazione nel 2023, oltre all’impegno pratico a favore della protezione del clima. Ha inoltre espresso perplessità per il modo di procedere dei firmatari, sottolineando che i membri possono rivolgersi direttamente agli organi interni e che tra i nomi indicati nella lettera vi sarebbero anche persone «che chiaramente non hanno nulla a che fare con l’agricoltura».



