Cerca e trova immobili
Mondiali 2026FIFA WORLD CUP
ROLAND GARROS 2026

Parigi ribalta i pronostici: nuovi campioni e favole inattese al Roland Garros

Claudio Mezzadri analizza un Roland Garros pieno di sorprese: dalla favola di Chwalinska capace di arrivare in finale partendo dalle qualificazioni a Zverev che finalmente ha colto l'attimo.
Collage
Parigi ribalta i pronostici: nuovi campioni e favole inattese al Roland Garros
Claudio Mezzadri analizza un Roland Garros pieno di sorprese: dalla favola di Chwalinska capace di arrivare in finale partendo dalle qualificazioni a Zverev che finalmente ha colto l'attimo.
TENNIS: Risultati e classifiche

PARIGI - È stato un Roland Garros atipico e ricco di sorprese quello appena concluso. Non solo per i vincitori - Alexander Zverev e Mirra Andreeva, entrambi al primo Slam in carriera - ma anche per l’andamento complessivo del torneo. Le eliminazioni premature dei grandi favoriti, da Jannik Sinner ad Aryna Sabalenka, hanno spalancato le porte a outsider e storie inattese. Su tutte, la favola della polacca Maja Chwalinska, partita dalle qualificazioni e capace di spingersi fino alla finale, poi persa contro Andreeva.

Indimenticabile, alle nostre latitudini, anche l’impresa di Susan Bandecchi che, dopo oltre trent’anni, ha riportato il tennis ticinese nel tabellone principale di uno Slam, fermando la sua corsa al secondo turno, tra stanchezza e caldo. Di questi temi (e non solo) abbiamo parlato con l’ex tennista ed esperto ticinese Claudio Mezzadri.

Zverev finalmente ce l’ha fatta...
«Sì, è riuscito a scacciare dieci anni di fantasmi, delusioni e partite anche drammatiche. Però, durante la finale, non era affatto tranquillo. E i fantasmi sono riapparsi.

Questa vittoria può cambiare la sua carriera?
«È difficile dirlo ora: saranno i risultati futuri a stabilirlo. Di certo lo sblocca e lo renderà più sereno in campo. Ma contro un avversario di livello più alto non è detto che avrebbe vinto. Anche ieri ha rischiato di perdere: Cobolli era stremato, aveva i crampi, era al limite».

Insomma, ha sfruttato l'occasione...
«Esatto. In uno Slam un tabellone del genere capita una volta nella vita e lui è stato bravo a cogliere l'occasione. Però ha tremato fino alla fine».

E della sconfitta di Sinner che si è sciolto sulla terra rossa che mi dici?
«Quello che è successo era prevedibile. L’avevo detto prima del torneo: arrivava al Roland Garros con un carico fisico e mentale enorme. Da marzo non ha mai davvero staccato, ha vinto tanto ma senza rigenerarsi. Alla fine il corpo gli ha presentato il conto».

Anche perché i Master 1000 ora durano di più...
«Esatto. Sono tornei di dodici giorni: anche senza partite lunghe, resti lì a lungo senza poterti allenare bene. Alla lunga la fatica si accumula. Se invece programmi meglio allenamenti e recupero, arrivi molto più fresco. Lui ha pagato proprio questa mancanza di rigenerazione. E non è la prima volta: basta ricordare il Master di Roma contro Medvedev, dove è stato salvato dall’interruzione del match per la chiusura del tetto».

In campo femminile impossibile non partire dalla favola di Maja Chwalinska...
«Ha fatto qualcosa di incredibile. Partita dalle qualificazioni, con un tennis particolare - fatto di traiettorie, furbizia e intelligenza - ha firmato una vera impresa. E non va dimenticato che si è praticamente finanziata tutto da sola: senza sponsor, anche l’equipaggiamento era acquistato personalmente. Questo torneo le ha cambiato la vita».

E su Andreeva?
«È giovanissima e ha confermato tutto ciò che si diceva di lei. Ha il potenziale per diventare numero uno al mondo, ma deve ancora crescere. Con Conchita Martínez sta lavorando molto bene e i progressi sono evidenti in ogni aspetto. È stata anche brava a sfruttare il tabellone, approfittando delle uscite di Swiatek, Sabalenka e Gauff».

Concludiamo con la nostra Susan, che ha fatto un Roland Garros incredibile...
«Finalmente. Sono davvero contento: sono anni che fa sacrifici, lavora e cerca anche l’allenamento giusto. Finalmente è arrivata una bella soddisfazione. Tre vittorie nelle qualificazioni e una nel tabellone principale, tutte ottenute con incontri di buon livello».

Da qui parte una nuova carriera...
«Questo è il risultato più importante della sua carriera. Ora si tratta di mantenere la rotta, tenere il livello e confermare il salto di qualità. Potenzialmente è una giocatrice da prime 100 al mondo (dopo Parigi è salita dalla 215esima alla 171esima posizione, ndr). Una volta stabilizzata lì, potrà programmare in modo completamente diverso: giocare tornei più importanti e avere più occasioni per fare punti. La cosa fondamentale, però, è che Parigi non resti un exploit isolato».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE