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SANDRO FORA

Non Fortezza. Castelli

Sandro Fora, Il Noce
Non Fortezza. Castelli
Sandro Fora
Fonte SANDRO FORA
Non Fortezza. Castelli
Sandro Fora, Il Noce

Castel Grande, Montebello, Sasso Corbaro. Così li ha chiamati l'UNESCO nel 2000. Così li chiamano i bellinzonesi da 800 anni. Così li riconosce il mondo intero.

Ora il Municipio ci dice che è solo un marchio. Che i nomi restano. Che il 27 settembre si vota solo sui 19,1 milioni.

Ma i cittadini non sono ingenui. E quando chiedono trasparenza e sincerità, si aspettano risposte chiare, non lezioni di storia per giustificare un'operazione di marketing.

Il trucco è evidente: se fino ad oggi hai venduto il progetto come "Fortezza Bellinzona", se hai stampato loghi, cartelli, brochure con quel nome, se hai chiesto ai turisti di venire a vedere la Fortezza, stai già vendendo la pelle dell'orso prima di averlo preso.

Stai dicendo alla gente che i Castelli non bastano più. Che serve un nome nuovo, più grosso, più vendibile. E poi, davanti alle 3'738 firme valide del referendum, dici che il nome non c'entra.

C'entra, eccome.

C'entra perché chi ha votato il credito il 9 marzo ha votato anche un biglietto a pagamento per la corte di Castel Grande che oggi è di tutti, gratis. C'entra perché quei 19 milioni hanno 3 milioni di buco da Berna e privati non ancora garantiti.

I bellinzonesi il 27 settembre non votano un logo. Votano se fidarsi.

E per fidarsi vogliono una cosa semplice: che il Municipio chiami le cose con il loro nome. I nostri sono i Castelli. Patrimonio UNESCO. Non una Fortezza inventata per fare cassa.

Trasparenza non è spiegare dopo. È non ingannare prima.

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