Il futuro dei Castelli si decide adesso

Martina Malacrida Nembrini, Ornella Buletti e Martina Minoletti, Ufficio presidenziale PS Bellinzona
Quando si discute di un progetto importante è normale soffermarsi su ciò che convince meno. È successo anche con la valorizzazione dei Castelli: si è parlato del nome Fortezza, del biglietto, degli accessi. Ma a pochi giorni dal voto crediamo sia utile porci una domanda molto semplice: che cosa succederebbe davvero se il 27 settembre vincesse il No?
Il progetto si fermerebbe. Non torneremmo semplicemente al tavolo per cambiare un nome o modificare qualche dettaglio. E Bellinzona rinuncerebbe a un investimento complessivo di circa 19 milioni di franchi, a fronte di un impegno della Città di circa 4,5 milioni. Gli altri 14,5 milioni, sostenuti in larga misura da Cantone e Confederazione, sono infatti legati alla realizzazione del progetto.
È una scelta che riguarda però anche il rapporto tra Bellinzona e i suoi Castelli. E su questo crediamo sia importante essere chiari: valorizzarli non significa chiuderli o renderli meno nostri.
Gli spazi esterni resteranno liberamente accessibili e la larghissima parte del complesso continuerà a essere gratuita. A Castelgrande il biglietto riguarderà la Corte interna, mentre per chi è domiciliato a Bellinzona l'accesso resterà gratuito grazie alla carta Bellinzona 360.
I nostri Castelli sono un patrimonio UNESCO, ma prima ancora sono parte della nostra città e della nostra storia. Devono poter essere vissuti dalle famiglie, dalle scuole, dai giovani e da chi abita qui, oltre che da chi arriva a Bellinzona per visitarli.
Conservare un patrimonio non significa lasciarlo immobile. Significa avere il coraggio di farlo vivere e di consegnarlo alle prossime generazioni ancora più forte di come lo abbiamo ricevuto.
Il 27 settembre, in fondo, decidiamo proprio questo: se fermarci o investire nel futuro dei nostri Castelli.
Noi scegliamo il futuro. E votiamo SÌ.



