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GUGLIELMETTI / PASTA

L’aggregazione vista da Vacallo

Andrea Guglielmetti e Giuliana Pasta, consiglieri comunali indipendenti di Vacallo
L’aggregazione vista da Vacallo
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L’aggregazione vista da Vacallo
Andrea Guglielmetti e Giuliana Pasta, consiglieri comunali indipendenti di Vacallo

Mentre a Chiasso si festeggiano i 50 anni dall’aggregazione con Pedrinate e Seseglio, il Basso Mendrisiotto sembra muoversi per costituire una nuova entità più forte e dinamica. Dico "sembra" perché nei fatti qualcuno pare remare in direzione opposta. I consiglieri comunali dei cinque comuni che partecipano allo studio aggregativo (Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo) hanno già ricevuto un primo rapporto della commissione che però non andava oltre un mero elenco tecnico delle caratteristiche delle singole entità. Quanti operai, quante unità amministrative, come spalmare i futuri uffici sul territorio per non far torto a nessuno... Insomma, il nulla condito di niente. La solita visione retrograda, senza alcuna prospettiva sui servizi da dare ai cittadini.

Ma questi comuni vogliono veramente aggregarsi? Prendiamo l’esempio di Vacallo: recentemente il Consiglio Comunale dell’assolato paese ha approvato due importanti messaggi che vanno nella direzione diametralmente opposta all’aggregazione, sia dal profilo finanziario sia da quello delle infrastrutture. Il tutto, sia detto per inciso, liquidato in aula senza un briciolo di dibattito, nel silenzio più assoluto.

Il primo messaggio riguarda il moltiplicatore d’imposta, che il Municipio ha pensato bene di abbassare — con il sostegno del legislativo (tranne due) — dall’84% al 79%. Un modo di agire destabilizzante. Un processo serio richiede buona fede e l'obbligo di lealtà tra partner, ovvero cercare di mantenere una fiscalità che non si distanzi troppo dalla media regionale. Perché dare un segnale del genere? Con tutti gli investimenti che, piano finanziario alla mano, obbligheranno il comune a un rimbalzo di ben 10 punti verso l’alto del moltiplicatore nei prossimi anni, era proprio il caso?

Il secondo messaggio riguarda l’acquisto di una vecchia fabbrica del 1970 per insediarvi l’Ufficio tecnico e i magazzini comunali. Tralasciando l’infinito elenco di criticità tecniche che sconsiglierebbero tale affare, ci chiediamo: a che punto del processo aggregativo si inserisce questa spesa di 3,5 milioni? Nella bozza di studio aggregativo non stava forse scritto che il nuovo Ufficio tecnico unico avrebbe trovato posto a Chiasso? Misteri della fede, direbbe qualcuno. Giù la maschera, diciamo noi!

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