Carceri per minori e donne: i problemi sono noti da anni

PVL Ticino
Il caso del quattordicenne detenuto presso il carcere giudiziario La Farera ha riportato al centro del dibattito pubblico due questioni sempre più preoccupanti: da un lato l'inadeguatezza delle strutture detentive cantonali per i minorenni e per le donne, dall'altro l’ingerenza della politica nel sistema giudiziario.
A destare preoccupazione non è soltanto il singolo caso, bensì il modo in cui le istituzioni si sono attivate. Le modalità e le ragioni dell'intervento di un Consigliere di Stato sollevano una questione di principio: le istituzioni reagiscono con la stessa attenzione e determinazione di fronte a tutte le situazioni problematiche che coinvolgono minori e persone detenute, oppure soltanto quando un caso assume particolare visibilità o vicinanza personale?
La questione di fondo tocca la nefasta influenza che la politica ticinese esercita sul giudiziario: interventi che vanno a proteggere interessi personali, magistrati selezionati sulla base di interessi ben lontani da quelli della qualità della giustizia, eccetera. Così facendo si mina la fiducia collettiva nel sistema.
Il PVL sottolinea che il problema dei minori in stato di detenzione è concreto e reale e, proprio per questo, merita una risposta di sistema. Il Consiglio di Stato e i Dipartimenti competenti hanno il dovere di dimostrare alla popolazione che la gravità della situazione è riconosciuta in termini generali, e non soltanto in relazione a un singolo caso. In caso contrario passerebbe un messaggio profondamente dannoso: che esistano casi più importanti di altri. Un messaggio che comprometterebbe la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella loro capacità di garantire pari trattamento a tutti, a prescindere dalla notorietà del caso o dalle conoscenze personali di chi vi è coinvolto.
Per il PVL la risposta non può dipendere dalla notorietà delle persone coinvolte né dall'intervento di singoli attori politici. Uno Stato di diritto credibile deve garantire uguale attenzione, uguale protezione e uguale trattamento a tutti.
Proprio per questo motivo riteniamo necessario chiarire in modo trasparente quali siano state le modalità dell'intervento politico in questa vicenda e se esse siano pienamente compatibili con il corretto funzionamento delle istituzioni e con l'indipendenza delle procedure giudiziarie e amministrative.
La questione centrale non riguarda il singolo Consigliere di Stato, bensì la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Se passa l'impressione che alcuni casi ricevano un'attenzione particolare mentre altri restano irrisolti per anni, si rischia di compromettere uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto: la parità di trattamento.



