Trump perde: tutti verso franco e yen. E cosa cambierà per i dazi?

È scattato subito l'effetto bene rifugio, in vista di possibili strette sull'IA e di scelte imprevedibili in politica estera
WASHINGTON - Oltre ai Democratici, che hanno riversato una vera e propria valanga azzurra addosso a Trump, ci sono altri due vincitori delle elezioni di Midterm: sono lo yen giapponese e il franco svizzero. Pronti, via e la valuta elvetica ha guadagnato quasi l'1% su quella statunitense.
A spiegarlo è Bloomberg: gli investitori si sono orientati sul classico "rifugio sicuro" in tempi di incertezze, a scapito del dollaro che ha vissuto la sua giornata peggiore da un mese a questa parte. I dubbi riguardano soprattutto una possibile stretta normativa sui settori tech e specialmente sull'intelligenza artificiale, ora che il Congresso appare saldamente in mani democratiche.
Tra i timori degli osservatori c'è anche la possibilità che Trump reagisca alla sconfitta con scelte più imprevedibili in politica estera. In particolare, potrebbe tornare in primo piano il conflitto con l'Iran, con il rischio di un nuovo attacco statunitense condotto insieme a Israele.
Cosa cambia per i mercati svizzeri?
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potrebbero avere ripercussioni anche sui mercati finanziari svizzeri. La prospettiva di un cambiamento degli equilibri politici a Washington sembra infatti pesare sulle Borse. Per il mercato azionario svizzero, il broker IG prevede un calo dell'1,16%. Si profilano perdite anche per i principali indici europei, mentre i futures di Wall Street sono in territorio negativo e diverse piazze asiatiche registrano forti ribassi. Secondo Santosh Brivio, esperto di mercato della Migros Bank, il settore tecnologico potrebbe essere tra i più colpiti. Gli investitori stanno infatti rivedendo le proprie aspettative di fronte a un possibile ridimensionamento dell'agenda di deregolamentazione e investimenti promossa da Trump.
Nonostante le tensioni immediate, gli economisti invitano a non sopravvalutare gli effetti di lungo periodo delle elezioni di metà mandato sui mercati finanziari. Come aveva osservato alla vigilia del voto Daniel Kalt, capo economista di UBS Svizzera, storicamente le Midterms sono state accompagnate da un aumento della volatilità, senza però provocare inversioni di tendenza durature sui mercati azionari.
Secondo la banca Lombard Odier, rimane però difficile prevedere quale sarà l'effetto delle nuove maggioranze sull'andamento del dollaro. Un eventuale indebolimento della valuta americana rappresenterebbe un ulteriore ostacolo per gli esportatori svizzeri, mentre renderebbe più convenienti le vacanze e gli acquisti negli Stati Uniti.
Pressione allentata sull'economia elvetica?
La probabile vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potrebbe contribuire ad attenuare le tensioni commerciali con la Svizzera. Per gli esportatori elvetici, un cambio di maggioranza al Congresso potrebbe infatti tradursi in un minor rischio di ulteriori aumenti dei dazi doganali imposti dall'amministrazione di Donald Trump.
Con una nuova maggioranza in entrambe le Camere del Congresso, i Democratici avrebbero la possibilità di bloccare i progetti di legge del presidente e di esercitare una maggiore pressione sulla sua politica commerciale. Secondo la banca J. Safra Sarasin, questo nuovo equilibrio politico potrebbe favorire un allentamento della politica dei dazi, soprattutto nei confronti dei Paesi alleati degli Stati Uniti.
Una rapida abolizione delle tariffe già in vigore appare tuttavia improbabile. Trump conserverebbe infatti il diritto di veto e la possibilità di intervenire attraverso decreti presidenziali in determinati ambiti. Per l'economia svizzera, quindi, l'incertezza legata alla politica commerciale americana dovrebbe persistere ancora per qualche tempo.



