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FRANCIA

«Qui ci sono troppi fast-food»

In Francia i fast-food raggiungono l'80% dell'offerta in alcune città, creando un allarme per la salute.
Afp
Fonte ATS ANS
«Qui ci sono troppi fast-food»
In Francia i fast-food raggiungono l'80% dell'offerta in alcune città, creando un allarme per la salute.

PARIGI - «Il regno del cibo spazzatura»: in un reportage con richiamo in prima pagina, il quotidiano Le Parisien lancia l'allarme sul proliferare dei fast-food in Francia. «Burger, tacos, pollo fritto, kebab... I fast-food - scrive il giornale - sfiorano l'80% dell'offerta di ristorazione in alcuni comuni. Un vero problema di salute pubblica».

«La Francia dei fast-food», titola poi il quotidiano nelle pagine interne, sottolineando che «lontano dai centri storici, questi marchi di ristorazione rapida si vanno moltiplicando. Un paradiso per i consumatori dal budget ristretto, che interroga poteri pubblici e camici bianchi».

Secondo dati dell'Ursaaf - l'ente che si fa carico dei contributi previdenziali - citati dal giornale, in Francia i fast-food sono aumentati dai 40'000 del 2019 agli oltre 51'000 attuali, mentre la «ristorazione tradizionale tende a retrocedere». In alcuni comuni, prosegue il giornale, 'la quota di kebab, tacos o i nuovi 'krousty', una mescolanza di riso e pollo fritto in voga tra i giovani, non smette di aumentare.

«Ad Argenteuil (Val-d'Oise), Evry (Essonne), Roubaix (Nord), la Valette-du Var (Var), nei quartieri nord di Marsiglia (Bouches-du -Rhone) o ancora a Port (La Réunion), sette ristoranti su 10 sono fast-food». Mentre sui social network, il comune di Cergy, 30 km da Parigi, è stato ribattezzato la «capitale dei fast-food».

Una situazione contro la quale i sindaci hanno un limitato margine di manovra. «C'è uno sviluppo esponenziale dei fast-food ovunque in Francia. Cergy non sfugge alla regola», spiega la vicesindaca di Cergy, Malika Yebdri, aggiungendo che «bisogna considerare la libertà di commercio. La città non può decidere da sola chi ha diritto di impiantarsi o meno». Anche se Cergy cerca ora di diversificare l'offerta lavorando con i proprietari dei locali e lanciando gare d'appalto per ristoranti rispettosi della qualità dei prodotti e di ricette più sane.

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