Fatto di sangue a Biasca, la Lega interroga il Governo su sicurezza e controlli

Un'interrogazione punta i riflettori su dati, risorse disponibili e collaborazione tra autorità nella gestione dei casi a rischio e nelle procedure di allontanamento.
BELLINZONA - Il fatto di sangue avvenuto a Biasca finisce sui banchi del Gran Consiglio. Il gruppo parlamentare della Lega dei Ticinesi chiede al Consiglio di Stato chiarimenti sulla sicurezza della popolazione, sulla prevenzione della violenza giovanile e sui controlli nei confronti delle persone ammesse a soggiornare in Svizzera.
L'interrogazione, presentata oggi 6 ottobre da Daniele Piccaluga per il gruppo leghista, scaturisce all'arresto di un cittadino siriano di 17 anni in relazione all'episodio. Nel documento viene richiamata la presunzione d'innocenza e precisato che le domande non intendono interferire con il procedimento penale.
La Lega vuole innanzitutto sapere, nei limiti consentiti dalla tutela del minorenne, quale titolo di soggiorno possieda il giovane, da quanto tempo si trovi in Svizzera e in Ticino e se sia inserito nel settore dell'asilo. Chiede inoltre se, prima dell'episodio, autorità o servizi competenti avessero ricevuto segnalazioni relative a comportamenti violenti, minacce o altri elementi di rischio.
Un altro capitolo riguarda i minorenni stranieri nel settore dell'asilo. Il gruppo domanda quali controlli, forme di accompagnamento e misure preventive siano previsti, distinguendo tra giovani accompagnati e non accompagnati, e come ne venga verificata l'efficacia. Secondo i firmatari, la prevenzione dovrebbe poggiare anche su uno scambio tempestivo di informazioni tra autorità giudiziarie, polizia, servizi della migrazione e strutture incaricate dell'accompagnamento.
L'interrogazione chiede poi di quantificare il fenomeno. Per gli ultimi cinque anni e per il 2026, fino all'ultimo dato disponibile, la Lega domanda il numero di imputati registrati in Ticino per reati violenti, con una ripartizione per età, cittadinanza, residenza e, dove disponibile, statuto di soggiorno. Il gruppo vuole inoltre che siano distinti i dati sugli imputati da quelli sulle condanne definitive e domanda informazioni sulla recidiva per reati violenti.
Al Governo viene chiesto anche se le procedure attuali garantiscano una trasmissione tempestiva delle informazioni rilevanti per la sicurezza fra polizia, autorità giudiziarie, servizi della migrazione, autorità di protezione e strutture d'accoglienza, e se esistano eventuali lacune operative o normative.
Sul fronte del soggiorno e degli allontanamenti, l'atto parlamentare domanda quali verifiche vengano avviate in presenza di reati gravi o reiterati e quali misure possano essere adottate, distinguendo fra maggiorenni e minorenni e fra provvedimenti penali e amministrativi. La Lega chiede inoltre quante persone condannate per reati violenti siano state effettivamente allontanate dalla Svizzera negli ultimi cinque anni nell'ambito di procedure seguite dalle autorità ticinesi, quanti provvedimenti restino ineseguiti e per quali ragioni.
Infine, l'interrogazione affronta risorse e costi. Il gruppo vuole sapere se polizia, giustizia minorile e servizi che gestiscono le persone considerate a rischio dispongano di mezzi sufficienti, quali costi supplementari siano quantificabili e quale quota sia assunta dalla Confederazione. A Bellinzona viene chiesto quali interventi intenda adottare per rafforzare prevenzione e protezione della popolazione e quali richieste voglia presentare a Berna in materia di controlli, gestione dei casi violenti, allontanamenti e copertura dei costi.



