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Richiedenti l’asilo e violenza: «Quanto ancora devono sopportare i cittadini?»

L’episodio di Giubiasco riaccende il dibattito sulla gestione dell’asilo. Un'interrogazione chiede misure più severe come controlli sistematici, espulsioni rapide e conseguenze immediate per i richiedenti l’asilo che delinquono.
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Richiedenti l’asilo e violenza: «Quanto ancora devono sopportare i cittadini?»
L’episodio di Giubiasco riaccende il dibattito sulla gestione dell’asilo. Un'interrogazione chiede misure più severe come controlli sistematici, espulsioni rapide e conseguenze immediate per i richiedenti l’asilo che delinquono.

Il grave episodio avvenuto a Giubiasco, dove un richiedente l’asilo 24enne proveniente dalla Guinea avrebbe aggredito con una bottiglia un uomo ferendolo gravemente, riporta al centro del dibattito politico il tema della sicurezza e della gestione dell’asilo in Svizzera.

A sollevare la questione è il deputato Alain Bühler, che in un’interrogazione evidenzia come l’episodio rappresenti, a suo avviso, «l’ennesimo segnale di un sistema fuori controllo». Secondo il parlamentare, il problema non riguarda solo la sicurezza pubblica, ma anche il funzionamento degli accordi di Schengen/Dublino.

Nel testo si sottolinea come il sistema preveda che le domande d’asilo vengano trattate nel primo Stato europeo sicuro d’arrivo. Tuttavia, in Svizzera vengono depositate ogni anno circa 25’000 domande. Un dato che, secondo Bühler, dimostrerebbe un’applicazione inefficace del meccanismo.

L’interrogazione mette in evidenza anche il malcontento della popolazione, ritenuta «stanca di subire le conseguenze di una politica d’asilo inefficace e troppo permissiva». Nel mirino vi sono anche i risultati concreti degli accordi internazionali, considerati insufficienti in termini di trasferimenti e controllo.

Secondo il deputato, chi chiede protezione deve rispettare le leggi, mentre chi commette atti di violenza dovrebbe essere allontanato. Viene inoltre ribadito il dovere delle autorità di garantire la sicurezza della popolazione.

L’atto parlamentare richiama anche le ricadute sul territorio, citando una maggiore pressione sui Comuni, un aumento dei costi e una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni.

Attraverso l’interrogazione, Bühler chiede al Consiglio di Stato chiarimenti su diversi punti, tra cui eventuali precedenti del presunto autore dell’aggressione di Giubiasco, il numero di richiedenti l’asilo denunciati o condannati in Ticino negli ultimi cinque anni, e quanti di questi siano stati effettivamente allontanati dalla Svizzera.

Vengono inoltre richiesti dati sulle procedure Dublino avviate nello stesso periodo e sul numero di trasferimenti effettivamente eseguiti. Infine, il deputato domanda se il Consiglio di Stato intenda sollecitare la Confederazione ad adottare misure più severe, come controlli sistematici, espulsioni rapide e conseguenze immediate per i richiedenti l’asilo che delinquono.

L’interrogazione è cofirmata dai deputati Raide Bassi, Lara Filippini, Andrea Giudici e Sergio Morisoli.

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