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24.06.2018 - 22:320

«Rafforzare il diritto del lavoro anziché smantellarlo»

Raoul Ghisletta e altri granconsiglieri hanno inoltrato durante l’ultima sessione del Parlamento ticinese una proposta di iniziativa cantonale

BELLINZONA - «Il Canton Ticino e altre regioni della Svizzera vivono preoccupanti fenomeni di deregolamentazione del mercato del lavoro, che si traducono in una pressione e un disagio per tutti i lavoratori con qualifiche medio-basse. Purtroppo a livello federale si discute addirittura di allentare le misure di accompagnamento per la protezione del mercato del lavoro dal dumping operato da soggetti economici residenti nell’Unione europea».

Partendo da questi presupposti, Raoul Ghisletta, granconsigliere e segretario del Sindacato dei servizi pubblici - VPOD Ticino, è convinto che sia invece urgente che il Parlamento federale si adoperi per una migliore regolamentazione del contratto di lavoro, che sia valida per tutti i lavoratori in Svizzera e non solamente per i lavoratori delle imprese estere. «In tal modo si attueranno finalmente delle misure di protezione del mercato del lavoro, che non possono essere giudicate discriminatorie e che si avvicinano agli standard europei».

Per questo motivo con i granconsiglieri Bang, Ducry, Durisch e Lepori, Ghisletta ha inoltrato durante l’ultima sessione del Parlamento ticinese una proposta di iniziativa cantonale, volta a chiedere al Parlamento federale la modifica del diritto del lavoro elvetico su 8 punti:

1) obbligo della forma scritta per il contratto di lavoro;

2) obbligo per il datore di lavoro di versare una remunerazione che consenta al lavoratore di raggiungere il minimo vitale in Svizzera, definito dalle prestazioni complementari AVS/AI;

3) definizione restrittiva degli stages, che devono consentire al dipendente di conseguire un titolo riconosciuto dallo Stato (va prevista in particolare l’obbligo di una notifica all’ispettorato del lavoro e il diritto dello stagista a rimborso delle spese vive);

4) obbligo della definizione del salario in franchi svizzeri nel contratto di lavoro e del pagamento in franchi svizzeri;

5) divieto del pagamento in contanti del salario e degli acconti salariali, oltre la somma di 500 fr al mese;

6) obbligo della motivazione scritta della disdetta del contratto di lavoro;

7) nelle aziende oltre i 10 addetti il lavoro interinale e su chiamata va limitato ad una soglia del 10% del personale (unità a tempo pieno calcolate sull’arco di 1 anno);

8) il tempo d’attesa del lavoratore su chiamata deve essere remunerato.

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