Vaccinazione contro il papillomavirus: si cambia

Dal primo gennaio 2027, la svolta. Giorgio Merlani, medico cantonale, illustra le principali novità.
BELLINZONA - Cala il sipario sul programma cantonale di vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV). I Cantoni, in sintesi estrema, si fanno da parte. E dal primo di gennaio del 2027 accedere alla vaccinazione sarà più semplice. Ne parliamo con il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani.
Facciamo ordine. Cosa cambia rispetto al recente passato?
«Il punto principale da chiarire è che dal primo gennaio del 2027 non viene meno la vaccinazione contro l’HPV. E non si tratta di una decisione del Cantone di “non pagare più il vaccino”. Bensì di un cambiamento voluto a livello federale: cade il requisito dell’esistenza di un programma cantonale per la presa a carico dei costi da parte dell’assicurazione obbligatoria».
Questo programma durava da ben 17 anni. E adesso che succederà?
«Ora la vaccinazione entrerà nel normale sistema delle vaccinazioni raccomandate. In concreto, per le persone tra gli 11 e i 26 anni, l’accesso diventerà più semplice: non sarà più necessario passare attraverso un medico del Programma cantonale. Ma ci si potrà rivolgere direttamente al proprio pediatra, medico di famiglia o a ogni altro medico con libero esercizio».
Insomma, il Cantone non è più l'attore principale nella gestione della vaccinazione. È così?
«Esatto. La conclusione del programma significa nel concreto che il Cantone non gestirà più direttamente la vaccinazione. Continuerà ancora a sostenere l’informazione e la promozione della vaccinazione, in particolare nei confronti dei professionisti della salute, degli adolescenti e delle loro famiglie».
Cambierà fondamentalmente il meccanismo organizzativo e di finanziamento?
«La vaccinazione sarà presa a carico dall’assicurazione malattia obbligatoria. Come per le altre vaccinazioni raccomandate, la vaccinazione HPV e la relativa consulenza saranno esenti dalla franchigia. Resterà invece invariata l’aliquota percentuale prevista dall’assicurazione malattia».
Si può fare un bilancio di questi 17 anni?
«Il programma cantonale ha avuto un ruolo importante in questi anni: dal suo avvio sono state vaccinate in Ticino oltre 38'000 persone. Ricordiamo che questa è una vaccinazione che previene numerose forme di cancro».
Altri dati utili (*)
Nel 2025 sono state 3'355 le persone che hanno ricevuto una prima dose di vaccino, con un’età media di accesso alla vaccinazione di 14 anni. Nel 2024, la percentuale di sedicenni vaccinate con due dosi era pari al 71% tra le ragazze e al 58% tra i ragazzi, indicando un livello di adesione superiore alla media svizzera registrata nel periodo 2023-2025. A livello nazionale l’obiettivo è raggiungere una copertura vaccinale compresa tra l’80% e il 90%, così da contribuire a ridurre il carico di malattia e i tassi di infezione.
Per le persone che iniziano la vaccinazione tra gli 11 e i 14 anni sono raccomandate due dosi, somministrate nell’arco di almeno 6 mesi. Per chi inizia invece la vaccinazione tra i 15 e i 26 anni sono raccomandate tre dosi, anch’esse da effettuare nell’arco di 6 mesi. Le attuali conoscenze scientifiche non indicano la necessità di ricevere dosi di richiamo.
(*) Fonte: comunicato stampa Ufficio del medico cantonale



