«600mila franchi all’IRE per scoprire l’acqua calda?»

Lo chiede un'interrogazione della Lega dei Ticinesi, primo firmatario Mauro Minotti
BELLINZONA - Il finanziamento cantonale all’Istituto di ricerche economiche (IRE) dell’USI è ancora giustificato? A sollevare la questione è il gruppo parlamentare della Lega dei Ticinesi, che in un’interrogazione - primo firmatario Mauro Minotti - chiede al Consiglio di Stato di rendere conto dei contributi versati e dei risultati ottenuti.
L’atto parlamentare prende spunto dalle ultime previsioni dell’IRE, riportate il 15 ottobre da laRegione. Secondo l’Istituto, nei prossimi mesi la disoccupazione in Ticino è destinata ad aumentare, passando dal 2,87% al 3,45% nel primo trimestre del 2027. In crescita anche la disoccupazione giovanile.
Una previsione che, secondo la Lega, «francamente, non sorprende nessuno»: per il gruppo parlamentare sarebbe sufficiente osservare la situazione economica, le difficoltà delle imprese e le pressioni sul mercato del lavoro ticinese per arrivare a conclusioni analoghe. Da qui la domanda posta nel titolo dell’interrogazione: «Servono davvero 600’000 franchi di contributi cantonali all’IRE per sentirci confermare ciò che è già sotto gli occhi di tutti?».
In una fase segnata, sostiene la Lega, da risparmi e sacrifici imposti a cittadini e imprese, ogni franco pubblico dovrebbe produrre un valore aggiunto concreto. «La ricerca economica dovrebbe spiegare le cause dei problemi e proporre soluzioni, non limitarsi a prevedere l’ovvio», si legge nell’atto.
Il gruppo chiede quindi al Governo di indicare a quanto ammontino i contributi cantonali versati all’IRE negli ultimi cinque anni e quali prestazioni concrete siano state finanziate. Vuole inoltre sapere quale valore aggiunto offrano le analisi dell’Istituto rispetto ai dati già disponibili presso la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), l’Ufficio di statistica (USTAT) e altri servizi pubblici.
Un altro capitolo riguarda l’attendibilità delle previsioni: l’Esecutivo è invitato a precisare quanto siano risultate accurate quelle formulate dall’IRE negli ultimi cinque anni e quali scostamenti siano stati registrati rispetto alla realtà. La Lega domanda inoltre quali decisioni politiche concrete siano state adottate dal Consiglio di Stato sulla base degli studi dell’Istituto e se vi siano risultati misurabili a beneficio dell’economia e dei lavoratori ticinesi.
L’interrogazione sollecita poi un bilancio delle analisi prodotte dall’IRE sulle conseguenze del frontalierato, della pressione salariale e della concorrenza transfrontaliera per i lavoratori residenti. Infine, il Governo dovrà dire se considera ancora giustificato il finanziamento o se intende rivederlo, destinando maggiori risorse a interventi concreti per l’occupazione.
«Per constatare che la disoccupazione aumenta bastano le statistiche. Per giustificare 600mila franchi pubblici servono risultati», conclude il testo cofirmato da Boris Bignasca, Omar Bally, Sem Genini, Michele Guerra, Andrea Censi, Stefano Quadri e Raffaella Zucchetti.



