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Nasce Viva Ticino. E Nussbaumer punta in alto: «Vorrei il DSS»

Il neo partito si è presentato oggi, annunciando obiettivi ambiziosi: «Vogliamo fare un consigliere di Stato e più che raddoppiare i deputati».
Nasce Viva Ticino. E Nussbaumer punta in alto: «Vorrei il DSS»
Ti-Press
Nasce Viva Ticino. E Nussbaumer punta in alto: «Vorrei il DSS»
Il neo partito si è presentato oggi, annunciando obiettivi ambiziosi: «Vogliamo fare un consigliere di Stato e più che raddoppiare i deputati».
E sul capitolo HelvEthica Ticino: «Situazione sospesa. Non sappiamo ancora come finirà. Ma risolveremo entro le votazioni».

LUGANO - «Noi abbiamo come obiettivo quello di fare un consigliere di Stato e di più che raddoppiare i nostri candidati» e «se dovessi essere eletto in governo, mi piacerebbe prendere il Dipartimento della sanità». Non difetta certo d'ambizione ─ sulle cui origini torneremo a breve ─ Werner Nussbaumer, presidente e volto più noto (almeno per ora) del neonato partito Viva Ticino; un sostanziale rebranding dei contenuti politici di HelvEthica Ticino, esperienza nel frattempo posta in una sorta di stasi criogenica in attesa di chiarimenti con la "casa madre" romanda.

Il nuovo partito ─ nato agli inizi dello scorso mese di settembre da un'iniziativa di Fazal Rehman e già autoproclamatosi come «La voce del popolo» ─ si è presentato di fronte alla stampa oggi, a Lugano. E, come detto, punta piuttosto alto in vista dell'appuntamento con le urne del prossimo 11 aprile. «Siamo stati la sorpresa delle votazioni di quattro anni fa» e, guardando ai numeri del legislativo, «da due dovremmo andare almeno a cinque, vale a dire almeno fare gruppo. Altrimenti abbiamo poche possibilità di influenzare la politica».

Fuoco di fila sul governo «peggiore di sempre»
Ma dicevamo dell'ambizione. «Ci viene dal fatto che il nostro Consiglio di Stato, secondo noi, è il peggiore da 223 anni, ossia da quando Napoleone ha deciso di dare il Ticino alla Svizzera», ha affermato Nussbaumer primo di "giustiziare" l'operato dei singoli consiglieri di Stato in carica nel corso della legislatura. Gobbi per «tutti i problemi che ha avuto la giustizia». Carobbio «per il problema gender» nelle scuole. Vitta perché «siamo il cantone più indebitato insieme a Ginevra». De Rosa «che non ha fatto niente in questi quattro anni per abbassare i premi delle casse malati». E, infine, il dimissionario Zali, per il traffico e «tutti i problemi irrisolti che abbiamo sul tavolo».

I dettagli su quali saranno i candidati di Viva Ticino così come le pieghe del programma, sarà musica del prossimo futuro. Il noto medico di Gravesano si è però sbilanciato nell'illustrare i contorni della ricetta del partito in materia di premi dell'assicurazione malattia. «Adesso c'è la cassa malati di base, e la complementare. Noi ne vogliamo una sola ed è per questo che stiamo lavorando su una cassa malati unica che si chiamerà Panacea, in cui praticamente si paga un solo premio e si può decidere per la medicina naturale o medicina classica».

Né destra, né sinistra, né centro
Il compito di tracciare, in sintesi, le coordinate di Viva Ticino è toccato quindi al suo ideatore, Fazal Rehman. Un «partito indipendente. Né di sinistra, né di destra, né di centro. Un partito vicino alla gente libera» in cui «vogliamo dare spazio a tutti». L'obiettivo «è unico e chiaro: dare voce al popolo», ha aggiunto la co-presidente Manuela Deyzel.

E, ha proseguito, «dare voce al popolo in modo pratico significa una cosa sola: trasformare i problemi quotidiani delle persone in leggi dello Stato che siano adeguate alla situazione e ai bisogni del momento, senza filtri e senza compromessi al ribasso». Come? «Mettendoci personalmente a disposizione di chi vuole incontrarci» e «attivando una rete interna ed esterna che dia una risposta a ogni cittadino».

E ora HelvEthica Ticino che fine farà?
Viva Ticino, lo ha detto chiaramente Nussbaumer, ripercorrendo le vicende delle ultime settimane ─ che, lo ricordiamo, avevano portato il comitato nazionale di HelvEthica a chiedere chiarimenti su quanto stesse accadendo a sud del San Gottardo in seguito all'annuncio di una alleanza elettorale con il Noce ─ «è praticamente una copia di HelvEthica Ticino». Quattro membri di quello che era il comitato sono entrati in quello nuovo, mentre i due co-presidenti hanno lasciato la carica. «Quindi non abbiamo discusso programmi e regole perché non ce n'era bisogno. I programmi sono rimasti uguali».

Cosa ne sarà, dunque, di HelvEthica Ticino? L'esperienza «per il momento è sospesa», ci dice Nussbaumer. «Resta una cosa a parte e non sappiamo ancora come andrà a finire. Se chiudiamo o non chiudiamo. Perché abbiamo dei problemi con HelvEthica romanda ma siamo noi che decidiamo cosa fare. Nessun altro può interferire e dirci cosa fare. Ma sono problemi che sicuramente risolveremo entro le votazioni».

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