«Un marito ideale» debutta al LAC: Oscar Wilde tra intrighi, ricatti e doppie vite

Una nuova regia porta in scena al LAC di Lugano la modernità della commedia di Wilde tra scenografie art déco e atmosfere anni Venti.
Una nuova regia porta in scena al LAC di Lugano la modernità della commedia di Wilde tra scenografie art déco e atmosfere anni Venti.
LUGANO - Un politico rispettato, un segreto inconfessabile e un ricatto che rischia di distruggere una reputazione impeccabile. «Un marito ideale» di Oscar Wilde debutta in prima assoluta lunedì 19 ottobre al LAC di Lugano, in una nuova produzione che vede associati il Teatro dell'Elfo e LAC Lugano Arte e Cultura. A firmare la regia sono Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, che tornano a confrontarsi con il teatro dello scrittore irlandese.
Lo spettacolo sarà in scena anche martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, prima di trasferirsi all'Elfo Puccini di Milano in novembre. Scritta nel 1895, la commedia affronta temi ancora attuali: la corruzione politica, il peso delle apparenze, il rapporto tra morale pubblica e comportamenti privati.
Un segreto che minaccia una carriera
Al centro della vicenda c'è Sir Robert Chiltern, politico di successo e marito apparentemente irreprensibile di Lady Gertrude. La sua ascesa nasconde però un episodio compromettente: anni prima ha venduto un'informazione riservata per arricchirsi e avviare la propria carriera. Un'operazione che oggi definiremmo insider trading.
A conoscere il segreto è Mrs Cheveley, decisa a ricattarlo per ottenere un favore altrettanto illecito e condizionare le decisioni della Camera dei Lords. Tra complotti, equivoci e colpi di scena, sarà Lord Goring, impeccabile dandy e alter ego di Wilde, a tentare di salvare la coppia.
Un mondo in bianco e nero
Bruni e Frongia scelgono un allestimento che mescola ironia e leggerezza, con un ritmo scandito da tanghi, foxtrot e charleston. Le atmosfere richiamano gli anni Venti e il cinema in bianco e nero di Ernst Lubitsch e George Cukor.
La scenografia di Carlo Sala e i costumi disegnati da Bruni costruiscono un universo dominato dal bianco e nero, tra richiami al tardo liberty e all'art déco. Una scelta che riflette il tema centrale dell'opera: la distanza tra apparenza e realtà.
«Tutto invita a non fidarsi di ciò che si vede o sente, ad andare oltre l’apparenza, a dubitare sempre che la realtà sia un semplice contrasto tra bianco e nero», spiegano i registi.
Nelle note di regia viene richiamata anche una celebre battuta di Wilde: «La verità è raramente pura e non è mai semplice». Una riflessione che, secondo Bruni e Frongia, rende «Un marito ideale» una commedia «profondamente morale, perfetta per il tempo in cui viviamo».
Il cast
A interpretare Sir Robert Chiltern è Giuseppe Lanino, già protagonista de «L'importanza di chiamarsi Ernesto». Giulia Amato veste i panni di Lady Gertrude, mentre Massimo Dolci interpreta Lord Goring. Carolina Cametti è Mrs Cheveley.
Completano il cast Ciro Masella nel ruolo di Lord Caversham, Ginestra Paladino in quello di Lady Marby, Alma Poli nei panni di Miss Mabel e Angelo Di Figlia, che interpreta Phipps e Tommy Trafford.




