Premi di cassa malati uguali in tutta la Svizzera

La Lega porta la proposta in Gran Consiglio: l'iniziativa mira a eliminare le differenze territoriali nei premi, promuovendo una solidarietà finanziaria nazionale tra gli assicurati.
BELLINZONA - Un premio di cassa malati nazionale, uguale in tutta la Svizzera a parità di età, franchigia e modello assicurativo, indipendentemente dal Cantone di domicilio e dalla situazione economica. È quanto chiede il gruppo della Lega dei Ticinesi con un'iniziativa cantonale presentata il 1° ottobre in Gran Consiglio, con l'obiettivo di modificare la LAMal e, se necessario, la Costituzione federale.
L'atto è presentato da Alessandro Mazzoleni e cofirmato da Stefano Quadri, Sem Genini, Raffaella Zucchetti, Omar Balli, Maruska Ortelli, Mauro Minotti, Andrea Sanvido, Andrea Censi e Daniele Piccaluga per il gruppo della Lega. La proposta punta a sostituire l'attuale differenziazione territoriale dei premi con un sistema nel quale i costi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) siano considerati su scala nazionale.
Il principio sostenuto nell'iniziativa è che, essendo le prestazioni obbligatorie definite dal diritto federale, anche la solidarietà finanziaria debba assumere una dimensione nazionale. Oggi, rilevano i promotori, i premi risentono invece delle differenze di costo cantonali e quindi anche del luogo di domicilio dell'assicurato. Con il nuovo modello, le differenze territoriali nei bisogni sanitari, nell'offerta e nella struttura di rischio verrebbero compensate a livello svizzero, anziché trasferite integralmente sui premi della popolazione del Cantone interessato.
Il premio nazionale resterebbe nominale: non sarebbe quindi calcolato in funzione del reddito o della sostanza. Questi fattori continuerebbero invece a essere presi in considerazione per le riduzioni individuali destinate alle persone e alle economie domestiche in condizioni economiche modeste. Resterebbero inoltre separati dal premio la franchigia, l'aliquota percentuale e gli altri strumenti di partecipazione ai costi.
La Lega definisce dunque la solidarietà proposta soprattutto come territoriale. L'iniziativa cita in particolare la situazione delle regioni periferiche: la possibilità di rivolgersi a strutture fuori Cantone, si osserva, non significa necessariamente poterlo fare nelle stesse condizioni. Come esempio viene indicata la maggiore facilità con cui un abitante di Zugo può raggiungere i centri di Zurigo rispetto a un residente in Ticino che deve recarsi nei centri della Svizzera interna.
Distanze e tempi di viaggio possono pesare soprattutto in presenza di cure ripetute, malattie croniche, età avanzata o necessità di accompagnamento. Il testo precisa che questi elementi non spiegano da soli l'intero divario dei costi o dei premi tra Cantoni, ma sostiene che debbano essere considerati nella pianificazione e nel finanziamento dell'offerta sanitaria. L'onere necessario a garantire cure accessibili nelle regioni periferiche, secondo i promotori, non dovrebbe ricadere esclusivamente su chi vi abita.
Il premio nazionale verrebbe determinato ogni anno dall'autorità federale competente sulla base dei costi complessivi delle prestazioni AOMS in Svizzera, delle previsioni e dei requisiti di solvibilità. Gli assicuratori sarebbero tenuti a trasmettere secondo criteri uniformi i dati sui costi delle prestazioni, le spese amministrative, i ricavi, le riserve e gli elementi rilevanti per la compensazione dei rischi. Metodo di calcolo, ipotesi ed eventuali correttivi dovrebbero essere pubblici e trasparenti.
La riforma dovrebbe inoltre prevedere meccanismi di compensazione fra assicuratori e, se necessario, fra territori, in modo che una particolare struttura di rischio o la concentrazione di casi costosi non producano squilibri incompatibili con un premio uniforme.
Un altro capitolo riguarda la responsabilità delle casse malati. Ogni assicuratore dovrebbe gestire l'AOMS in modo da coprire le prestazioni dovute attraverso le entrate del premio nazionale, la compensazione dei rischi e gli altri flussi previsti dalla legge, rispettando i requisiti su riserve e solvibilità. In presenza di scostamenti rilevanti o persistenti rispetto all'equilibrio finanziario previsto, dovrebbe fornire all'autorità di vigilanza una motivazione documentata e un piano di rientro o adeguamento.
Alla Confederazione verrebbero attribuiti strumenti vincolanti per verificare se gli scostamenti dipendano da inefficienze gestionali, spese amministrative, condizioni contrattuali, rischi non adeguatamente compensati oppure eventi eccezionali. Se il problema fosse imputabile alla gestione della cassa, potrebbero essere imposte misure correttive proporzionate; davanti a fattori strutturali potrebbero invece essere modificati la compensazione dei rischi o altri strumenti. Qualora i costi effettivi mostrassero uno scostamento sistemico dalle basi di calcolo, dovrebbe poter essere riesaminato anche il premio nazionale.
Secondo l'iniziativa, il mancato equilibrio finanziario non dovrebbe quindi tradursi automaticamente in premi più alti per gli assicurati di un singolo Cantone o per i clienti di una determinata cassa. Allo stesso tempo, il contenimento dei costi non potrebbe comportare riduzioni delle prestazioni obbligatorie, selezione dei rischi o ostacoli all'accesso alle cure.
Alla solidarietà finanziaria nazionale dovrebbe affiancarsi anche un maggiore coordinamento federale della pianificazione sanitaria, pur mantenendo le competenze cantonali. I Cantoni conserverebbero la responsabilità primaria di rilevare i bisogni della popolazione, elaborare le proposte di pianificazione e attuare le misure di loro competenza. La Confederazione potrebbe invece fissare obiettivi nazionali di accessibilità, qualità, appropriatezza ed economicità e verificare, sulla base di dati comparabili, la coerenza delle pianificazioni cantonali.
Il coordinamento dovrebbe favorire inoltre la collaborazione intercantonale e contrastare le duplicazioni considerate non giustificate, salvaguardando però le strutture necessarie nelle regioni periferiche. L'obiettivo indicato è collegare in maniera coerente le decisioni sull'offerta sanitaria alle relative responsabilità finanziarie.
Le riduzioni individuali dei premi resterebbero invece di competenza cantonale, nel quadro delle prescrizioni e dei contributi minimi stabiliti dal diritto federale. Dal 1° gennaio 2026, ricorda l'iniziativa, il diritto federale prevede contributi minimi cantonali al loro finanziamento. La Confederazione potrebbe continuare a parteciparvi secondo le norme federali.
Per stabilire il sostegno, i Cantoni potrebbero considerare la situazione economica effettiva, e in particolare reddito disponibile, sostanza, composizione dell'economia domestica e obblighi di mantenimento. Questi elementi inciderebbero esclusivamente sulla riduzione, non sul premio ordinario nazionale. Le procedure dovrebbero inoltre consentire di adeguare tempestivamente l'aiuto quando la situazione economica cambia in modo rilevante, evitando che dati fiscali non più attuali producano risultati manifestamente inadeguati; dove previsto, la riduzione potrebbe essere versata direttamente all'assicuratore.
Rimarrebbe infine la partecipazione individuale ai costi prevista dalla LAMal, in particolare mediante franchigia e aliquota percentuale. Per attuare la riforma dovrebbero essere adeguati, dove necessario, la compensazione dei rischi, i rapporti finanziari tra Confederazione, Cantoni e assicuratori, gli obblighi di trasmissione dei dati, le riserve e la vigilanza. La transizione dovrebbe garantire la continuità sia della copertura assicurativa sia delle riduzioni dei premi.
Se l'introduzione del premio nazionale, le nuove competenze della Confederazione o i relativi meccanismi finanziari richiedessero una modifica costituzionale, l'iniziativa chiede all'Assemblea federale di predisporre anche il necessario adeguamento della Costituzione.



