Pipì dei cani, Lugano dice no all'obbligo di risciacquo negli spazi pubblici

Il Municipio: «Non sussistono le condizioni per introdurre un nuovo obbligo generalizzato di risciacquo dell’urina dei cani»
A differenza di quanto successo a Chiasso e ad Ascona, il Municipio di Lugano non intende dichiarare guerra alla pipì dei cani. Almeno per il momento non vole introdurre nell’ordinanza sulla custodia dei cani l’obbligo per i proprietari di utilizzare una bottiglia d’acqua per diluire le minzioni canine negli spazi pubblici.
La posizione del Municipio emerge dalla risposta data all'interrogazione presentata da Elena Rezzonico, La Sinistra che faceva notare che «la città è tappezzata da indecorosi, maleodoranti rigagnoli, qua e là, emessi dai quasi 4'900 cani registrati».
Il Municipio riconosce la sensibilità del tema, ma ritiene tuttavia che, allo stato attuale, vi siano altre problematiche che, per priorità e urgenza, richiedono attenzione e risorse prima dell’introduzione di ulteriori disposizioni specifiche.
Secondo l’Esecutivo, rendere obbligatorio il risciacquo delle deiezioni liquide dei cani richiederebbe inoltre strumenti e risorse adeguati per informare e sensibilizzare i proprietari e, dove necessario, verificare il rispetto della norma. Senza controlli sufficienti, osserva il Municipio, la disposizione rischierebbe di rimanere prevalentemente un’indicazione di principio e di non produrre gli effetti auspicati.
Prima di introdurre un nuovo obbligo, il Municipio «ritiene pertanto che, prima di introdurre un ulteriore obbligo, sia necessario valutare attentamente il rapporto tra i benefici attesi, le possibilità concrete di controllo e le risorse che sarebbe necessario destinare alla sua attuazione».



