2,5 milioni per adeguare gli stabili comunali alle norme antincendio

La richiesta del credito da parte del Municipio segue l’inasprimento delle norme dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana.
BELLINZONA - Il Municipio di Bellinzona ha chiesto al Consiglio comunale un credito di 2,5 milioni di franchi per adeguare alle norme antincendio gli stabili di proprietà della Città.
Il patrimonio immobiliare cittadino è composto da 224 edifici. Gli stabili trasformati o realizzati dopo il 1. gennaio 1997 dispongono di un collaudo antincendio o di una perizia che attesta l'accettabilità del rischio residuo, conformemente alle norme vigenti al momento della presentazione della domanda di costruzione. Numerosi edifici realizzati o trasformati prima dell'entrata in vigore della Legge sulla protezione antincendio (LPA) non dispongono invece di questa documentazione.
Dopo la tragedia dello scorso Capodanno in un locale di Crans-Montana, la sensibilità sul tema è aumentata e il quadro normativo è stato modificato. Il 27 marzo è entrata in vigore una nuova versione del Regolamento sulla protezione antincendio (RPA), che ha inasprito i controlli periodici sugli edifici in funzione della loro destinazione d'uso, sia per quanto riguarda le tipologie interessate sia per la frequenza delle verifiche.
Per gli edifici e gli impianti soggetti a controlli periodici che non dispongono di un certificato di collaudo antincendio, entro il 31 dicembre 2027 dovrà essere elaborata una perizia che attesti un rischio residuo d'incendio accettabile. Bellinzona, come gli altri Comuni, è quindi chiamata ad adeguarsi entro termini che il Municipio considera molto ristretti.
Gli approfondimenti svolti dal Servizio Stabili del Settore Opere pubbliche indicano che per 78 edifici della Città sarà necessario elaborare una perizia sul rischio residuo d'incendio, con eventuali costi aggiuntivi per gli interventi necessari a raggiungere un livello di rischio ritenuto accettabile. Altri 53 stabili, già dotati di un collaudo antincendio o di una perizia sul rischio residuo e compresi nelle destinazioni d'uso definite dal RPA, dovranno invece essere sottoposti ai controlli periodici. Anche in questi casi non sono esclusi costi legati a situazioni particolari createsi nel tempo.
Le verifiche saranno condotte secondo quattro gradi di priorità. Per rispettare le scadenze previste, il Municipio propone inoltre di costituire un gruppo di lavoro formato da cinque o sei studi d'ingegneria con tecnici riconosciuti nel campo della protezione antincendio, tra specialisti ed esperti. L'obiettivo è uniformare il lavoro, evitare la ripetizione di attività identiche, contenere i costi e garantire una qualità uniforme.



