Premi in salita? La Lega: «Vogliamo chiarezza su costi e controlli»

Focus su controlli rigorosi, dati mancanti e ipotesi di finanziamento per sostenere i cittadini di fronte agli aumenti previsti per il 2027.
CANTONE - I granconsiglieri della Lega dei Ticinesi Andrea Censi e Sem Genini hanno presentato lunedì un’interrogazione al Consiglio di Stato sui premi di cassa malati per il 2027 e sulle misure a tutela del potere d’acquisto.
Secondo le previsioni di bonus.ch, l’aumento medio nazionale dei premi potrebbe attestarsi tra il 4,5% e il 5%. Si tratta tuttavia di una previsione e non dei premi approvati dall’Ufficio federale della sanità pubblica, il cui annuncio è ancora atteso.
Nell'interogazione i due deputati fanno notare che i ritardi di fatturazione legati al nuovo sistema tariffario ambulatoriale rendono più difficile interpretare l’andamento recente dei costi. Per Censi e Genini occorre quindi verificare su quali dati siano costruite le richieste degli assicuratori e in che modo vengano considerate le prestazioni non ancora fatturate. L’obiettivo, sostengono, è «verificare su quali dati siano costruite le richieste degli assicuratori e come vengano considerate le prestazioni non ancora fatturate» affinché gli assicurati ticinesi possano «comprendere quali spese giustifichino ogni aumento e quali verifiche il Cantone abbia effettuato a tutela dei loro interessi».
Secondo la Lega dei Ticinesi, la difesa del potere d’acquisto passa da controlli rigorosi e da interventi sui costi evitabili.
Su queste basi, Censi e Genini sottopongono al Consiglio di Stato sei gruppi di domande:
1. Quali dati ha ricevuto il Cantone dagli assicuratori e dall’UFSP per valutare i premi 2027? Quali informazioni ha richiesto senza ottenerle e quali conseguenze hanno queste lacune sulla possibilità di controllare le proposte?
2. Quali osservazioni, richieste di rettifica o contestazioni ha presentato il Consiglio di Stato nella procedura relativa ai premi 2027? È disposto a pubblicarne il contenuto essenziale, indicando gli importi o le percentuali contestati e gli esiti, nel rispetto dei vincoli di riservatezza applicabili?
3. Come viene verificato che le stime delle prestazioni non ancora fatturate siano attendibili e non producano doppi conteggi negli esercizi successivi? Quali scostamenti tra costi previsti e costi effettivi sono stati rilevati in Ticino per gli anni dal 2023 al 2025?
4. Qual è il maggiore fabbisogno annuo stimato per la riduzione individuale dei premi in Ticino, applicando a fini di simulazione aumenti del 3%, del 5% e del 7% rispetto al 2026? Si chiede di indicare separatamente la spesa complessiva, il finanziamento federale e l’onere netto cantonale, esplicitando le ipotesi utilizzate.
5. Quali interventi di competenza cantonale sui costi amministrativi sanitari, sugli acquisti e sulle duplicazioni organizzative possono produrre risparmi già nel 2027? Per ciascuno, quali sono il risparmio netto atteso, il responsabile e il termine di attuazione, preservando l’accesso alle cure necessarie?
6. Quali risorse esistenti e quali razionalizzazioni della spesa cantonale possono coprire l’eventuale maggiore fabbisogno per la riduzione dei premi senza aumentare le imposte né trasferire nuovi oneri ai Comuni?



