Vento contrario: respinte le iniziative contro l’energia eolica

La commissione ambiente del Nazionale boccia la stretta su nuovi parchi eolici e tutela delle foreste.
BERNA - La Commissione dell'ambiente del Nazionale (CAPTE-N) propone di respingere due iniziative popolari contro l'energia eolica. I testi, che limiterebbero la costruzione di impianti, sono considerati in contrasto con la politica energetica e costituirebbero o un divieto tecnologico di fatto.
Con 17 voti contro 8, la commissione propone di respingere l'iniziativa «Per la protezione della democrazia diretta in relazione ai parchi eolici». Il testo chiede che i progetti di impianti eolici siano sottoposti al consenso del Comune di ubicazione e di quelli limitrofi. Prevede inoltre che gli impianti eretti dopo il primo maggio 2024, senza tale consenso, vengano demoliti, viene ricordato in un comunicato odierno del Servizi del Parlamento.
Secondo la maggioranza l'iniziativa non è necessaria, poiché la legge sull'energia già coinvolge i Comuni nel processo di pianificazione. Una minoranza sostiene invece il testo, attribuendo «grande importanza al diritto dei Comuni interessati di essere consultati». Respinta (per 16 voti a 8) anche la proposta di un controprogetto.
Protezione delle foreste
La commissione propone di respingere anche l'iniziativa «Contro la distruzione delle nostre foreste a causa degli impianti eolici», con 17 voti contro 6 e 2 astensioni. Il testo chiede di vietare la costruzione di nuovi impianti nelle foreste e a una distanza di 150 metri dai boschi. Anche in questo caso è presente una clausola retroattiva per gli impianti costruiti dopo il primo maggio 2024.
Per la maggioranza, l'iniziativa equivarrebbe a un «divieto tecnologico», dato che la maggior parte delle aree idonee si trova vicino a zone boschive. Una minoranza la ritiene invece necessaria per una protezione efficace delle foreste.
In linea di principio, la CAPTE-N ritiene che le due iniziative siano in contrasto con la politica energetica, che vede nell'eolico una componente «fondamentale per la produzione energetica invernale». Le clausole retroattive, inoltre, sono state definite delle espropriazioni che potrebbero comportare costi considerevoli per Confederazione e Cantoni.



