Chiesa in Consiglio federale? In Romandia non sono tranquilli

La candidatura del consigliere agli Stati ticinese «va presa sul serio». Il quotidiano 24heures lo definisce «l'amico dei romandi che potrebbe soffiare loro il posto»
BERNA - Sabato prossimo, il 7 novembre, il consigliere agli Stati Marco Chiesa comparirà di fronte alla Commissione UDC incaricata di vagliare le candidature per la successione di Guy Parmelin. Nel frattempo, il “senatore” ticinese — nonostante la presenza di Ignazio Cassis in Consiglio federale, fattore che secondo molti rende quasi impossibile una sua elezione — viene visto come uno sfidante concreto in quella Romandia che, dall’inizio del 2027, potrebbe ritrovarsi con un rappresentante in meno a Palazzo federale.
Un «candidato serio» nonché «l’amico dei romandi, che potrebbe soffiare loro il posto». Sono queste alcune delle parole che il quotidiano 24heures utilizza per tracciare un ritratto del già presidente nazionale democentrista; ruolo ricoperto prima delle rispettive elezioni anche da Ueli Maurer e Albert Rösti. Due precedenti che sorridono a Chiesa.
Insomma, per il quotidiano — indipendentemente dagli ostacoli ma ricordando il successo ottenuto dal partito alle ultime Federali, nel 2023 — quella del ticinese è una candidatura che va presa sul serio da parte di un politico «abituato alle sorprese». Quello di Chiesa, lo ricordiamo, è uno dei nomi annunciati quasi a ridosso della scadenza, fissata dal partito allo scorso 23 ottobre. Un affollamento improvviso dopo che, per giorni, l'unico nome confermato era stato quello della ginevrina Céline Amaudruz.
Una passerella per un futuro da sindaco a Lugano?
Nel quadro tracciato dal quotidiano romando, quella di Marco Chiesa potrebbe in ogni caso configurarsi come una cosiddetta "win-win situation". Nell'immediato o in prospettiva.
Nel primo caso, raggiungendo il massimo obiettivo che la politica nel nostro Paese può offrire. E nel caso di una mancata elezione, la sua sarebbe una candidatura che ne dimostrerebbe il rango di «peso massimo» della politica e che andrebbe poi a rinforzare quella, alle prossime elezioni comunali, per lo scranno più importante a Palazzo Civico a Lugano.



