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Bilaterali III: «Sì a nuovo accordo sulla sicurezza alimentare»

L'accordo punta a rafforzare la tutela dei consumatori, facilitando l'accesso delle imprese svizzere al mercato UE senza toccare l'autonomia agricola elvetica.
Bilaterali III: «Sì a nuovo accordo sulla sicurezza alimentare»
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Fonte Ats
Bilaterali III: «Sì a nuovo accordo sulla sicurezza alimentare»
L'accordo punta a rafforzare la tutela dei consumatori, facilitando l'accesso delle imprese svizzere al mercato UE senza toccare l'autonomia agricola elvetica.

BERNA - In futuro, la Svizzera dovrebbe adottare le norme dell'UE sulla sicurezza alimentare. Oggi il Consiglio degli Stati ha approvato una nuova intesa in tal senso. Si tratta di uno dei tre nuovi accordi bilaterali previsti. In questo caso, i "senatori" hanno privilegiato il referendum facoltativo.

L'obiettivo dell'accordo è creare uno spazio comune per la sicurezza alimentare tra la Svizzera e l'UE, al fine di favorire la salute degli esseri umani, degli animali e delle piante. Una collaborazione più stretta dovrebbe consentire ai partner di identificare prima i rischi sanitari e di contrastare più efficacemente le frodi.

L'armonizzazione della politica agricola della Svizzera e dell'UE rimane esclusa, ha sottolineato in aula la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. "La politica agricola della Svizzera rimane autonoma".

Si tratta inoltre di migliorare la protezione dei consumatori lungo tutta la filiera agroalimentare. Per le imprese interessate, si intende anche facilitare l'accesso al mercato interno dell'UE, ha spiegato Baume-Schneider. A suo avviso, l'accordo è mirato e permette di chiarire le relazioni con Bruxelles.

I sostenitori hanno ricordato l'importanza degli scambi di prodotti agricoli e derrate alimentari tra Berna e Bruxelles. Oltre il 50% delle esportazioni della Svizzera è destinato all'UE e oltre il 70% delle importazioni proviene da essa. Petra Gössi (PLR/SZ) ha rilevato come l'industria esportatrice del settore agroalimentare conti su questo accordo, che permette di evitare uno "swiss finish".

L'UDC, sostenuta da alcuni rappresentanti del Centro e del PLR, era contraria a questa nuova intesa. Hannes Germann (UDC/SH) ha deplorato l'onere amministrativo che ne deriverebbe e qualsiasi regola aggiuntiva proveniente da Bruxelles. Fabio Regazzi (Centro/TI), presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, era dal canto suo favorevole a una riduzione degli ostacoli al commercio, ma senza imporre oneri aggiuntivi alle PMI.

Regolamentare meglio piattaforme online
I "senatori" hanno apportato diverse modifiche al progetto. Il Governo deve poter obbligare i gestori di piattaforme online la cui sede o il cui domicilio si trova all'estero a designare un punto di contatto in Svizzera e a registrarsi nei sistemi informativi elvetici.

Per quanto riguarda i controlli ufficiali delle derrate alimentari, il Consiglio degli Stati ha limitato le competenze del Consiglio federale, con grande disappunto della sinistra. Ha inoltre limitato il diritto della Confederazione di imporre ai Cantoni di adottare misure concrete. Si è inoltre opposto all'Esecutivo per quel che concerne le disposizioni relative al perseguimento penale.

I "senatori" hanno invece seguito il Consiglio federale riguardo alla possibilità per le organizzazioni di protezione della natura e del paesaggio di costituirsi parte nel quadro delle procedure di omologazione dei prodotti fitosanitari. L'UDC voleva togliere questo diritto alle organizzazioni interessate.

Sempre nel settore dei pesticidi, i democentristi avrebbero inoltre voluto allineare il monitoraggio delle acque svizzere a quello dell'UE per migliorare la comparabilità tra i due. I "senatori" hanno respinto la proposta, ritenendo che indebolirebbe la protezione delle acque in Svizzera.

Infine, hanno respinto, seppur di misura con 22 voti a 21, una proposta della commissione preparatoria, che voleva che prodotti come il foie gras, il magret o il confit ottenuti da oche o anatre ingozzate riportassero la dicitura "ottenuto da oche o anatre ingozzate". Il Consiglio federale prevede già l'indicazione del Paese di produzione sulle derrate alimentari preimballate.

Nessuna doppia maggioranza separata
Il Consiglio degli Stati ha apportato ulteriori modifiche al progetto, affinché le modifiche degli atti giuridici pertinenti dell'UE siano obbligatoriamente sottoposte all'approvazione delle Camere federali.

Rispetto alla parte relativa alla stabilizzazione degli accordi, per l'intesa sulla sicurezza alimentare i "senatori" hanno privilegiato il referendum facoltativo, con 25 voti a 20. Una minoranza del Consiglio degli Stati ha chiesto invano un referendum obbligatorio, con doppia maggioranza.

Nella votazione sul complesso, i "senatori" hanno adottato l'intesa con 28 voti contro 14 e 2 astensioni. L'accordo sulla sicurezza alimentare passa ora al Consiglio nazionale. Può entrare in vigore solo se la parte relativa alla stabilizzazione entra complessivamente in vigore. I dibattiti proseguono sul nuovo accordo concernente la sanità.

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