La Svizzera è davvero pronta a proteggere i più piccoli dalle violenze?

Il consigliere nazionale Giorgio Fonio solleva dubbi sulla piena coerenza tra le nuove norme sull’educazione non violenta e la legislazione penale in vigore.
BERNA - Il principio dell’educazione non violenta introdotto nel Codice civile trova una tutela adeguata anche nel diritto penale? È quanto chiede al Consiglio federale il consigliere nazionale Giorgio Fonio con un’interpellanza dedicata alla protezione dei minori.
Dal 1° luglio 2026, ricorda Fonio, l’articolo 302 del Codice civile sancisce il diritto dei figli a un’educazione senza punizioni corporali o trattamenti degradanti, affermando l’inaccettabilità della violenza fisica e psicologica in ambito educativo. Una modifica che, secondo il consigliere nazionale, rappresenta «un importante passo avanti nella tutela dei minori» e avvicina maggiormente la Svizzera alla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo.
Nell’interpellanza Fonio richiama inoltre le ricerche che associano la violenza subita durante l’infanzia a un maggiore rischio di ansia, depressione, dipendenze, difficoltà relazionali e problemi di salute, con conseguenze che si tradurrebbero anche in costi sanitari, sociali ed economici per la collettività.
Il nodo sollevato riguarda però la coerenza dell’ordinamento: a fronte del principio esplicitamente sancito dal diritto civile, Fonio domanda se l’attuale diritto penale garantisca una protezione corrispondente. Se il Governo ritiene che sia già così, il consigliere nazionale chiede di indicare precisamente attraverso quali articoli del Codice penale venga assicurata la tutela dell’educazione non violenta.
Fonio vuole infine sapere se il Consiglio federale intenda monitorare l’applicazione del nuovo articolo 302 e valutare, sulla base dei risultati, eventuali adeguamenti legislativi. Chiede inoltre quali criteri saranno utilizzati per stabilire se il nuovo diritto riconosciuto ai bambini trovi una tutela effettiva e sufficiente anche nella pratica.



