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SVIZZERA

«Il referendum contro la costruzione di nuove centrali nucleari è riuscito»

Parola del comitato che è riuscito a raccogliere le 125mila firme necessarie in tre mesi. Se saranno confermate, la palla passerà a Berna dove però si punta a fare l'opposto.
«Il referendum contro la costruzione di nuove centrali nucleari è riuscito»
Depositphotos (vencav)
Fonte Ats
«Il referendum contro la costruzione di nuove centrali nucleari è riuscito»
Parola del comitato che è riuscito a raccogliere le 125mila firme necessarie in tre mesi. Se saranno confermate, la palla passerà a Berna dove però si punta a fare l'opposto.

BERNA - Oltre 125'000 firme sono state raccolte per il referendum contro la costruzione di nuove centrali nucleari nell'arco di tre mesi. Lo ha annunciato questa sera il comitato referendario, confermando un'informazione in tal senso precedentemente pubblicata sul sito del Tages Anzeiger. Il popolo svizzero dovrebbe quindi essere chiamato a esprimersi in proposito alle urne.

«Il successo di questa raccolta firme dimostra che la popolazione respinge il ritorno del nucleare, una tecnologia costosa e pericolosa che rafforza la nostra dipendenza dalle importazioni di uranio, in particolare dalla Russia», scrive in un comunicato la coalizione «No alle nuove centrali nucleari».

Nella sessione estiva le Camere federali hanno approvato il controprogetto indiretto del Consiglio federale all'iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)”. Il progetto prevede di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera.

Con questo progetto, il Consiglio federale e il Parlamento «ignorano la volontà popolare», protesta la coalizione. E ricorda che il popolo si è «chiaramente» espresso a tre riprese a favore di un futuro basato sulle energie rinnovabili: attraverso l'adozione della Strategia energetica 2050 nel 2017, della legge sulla protezione del clima nel 2023 e della legge sull'elettricità nel 2024.

Per il comitato referendario, «questa strada sta dando i suoi frutti: la Svizzera copre sempre più il suo fabbisogno grazie all'energia solare, eolica e idroelettrica prodotta localmente». Al contrario, il costo e i rischi legati al nucleare sono considerati «troppo elevati».

La coalizione «No alle nuove centrali nucleari» riunisce i Verdi, il PS, il PVL, una parte del Centro e una trentina di organizzazioni come l'Associazione traffico e ambiente (ATA), il WWF, Greenpeace, Pro Natura o Swissolar.

I promotori del referendum intendono consegnare le firme alla Cancelleria federale il 6 ottobre. Se il referendum verrà ufficialmente dichiarato riuscito, gli aventi diritto di voto in Svizzera potrebbero esprimersi sulla modifica legislativa al più presto il 28 febbraio 2027.

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