Chieste misure contro la pedocriminalità online

Il Nazionale ha approvato una mozione in tal senso, il numero di segnalazioni è più che raddoppiato negli ultimi 5 anni
BERNA - Il Consiglio federale deve adottare misure concrete per contrastare efficacemente la pedocriminalità online. È quanto chiede una mozione di Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR), approvata oggi dal Consiglio nazionale con 136 voti favorevoli e 55 contrari (4 astenuti).
In Svizzera, il consumo di materiale pedopornografico è in costante aumento. Il numero di segnalazioni ha raggiunto quota 15’736, più del doppio rispetto al 2021, ha ricordato la friburghese. Per gli adolescenti, inoltre, subire molestie sessuali online è ormai diventato quasi una norma.
Per questo motivo Bulliard-Marbach chiede al Consiglio federale di intervenire sul fronte della prevenzione, dell'individuazione precoce, del perseguimento penale e della legislazione, rafforzando al contempo la collaborazione con i Cantoni, le organizzazioni specializzate nella protezione dell'infanzia e della gioventù e gli operatori del settore.
Secondo Bulliard-Marbach, tra le possibili misure vi è la creazione di un organo nazionale di coordinamento che riunisca i diversi attori coinvolti: amministrazione, fornitori di servizi di telecomunicazione, gestori di piattaforme, autorità di perseguimento penale, centri di segnalazione e consulenza e società civile. La deputata propone inoltre di istituire all'interno della Confederazione un gruppo di lavoro specificamente dedicato alla pedocriminalità online.
Il Consiglio federale sosteneva la mozione, sottolineando che sul tema sono già in corso diversi lavori e interventi parlamentari. Una visione strategica d'insieme permetterebbe di coordinare meglio queste attività e di individuare eventuali lacune nella lotta alla pedocriminalità online.
L'UDC si è invece opposta al testo. Andreas Glarner (UDC/AG) ha sottolineato l'importanza della tematica, sostenendo tuttavia che occorre assicurarsi che le misure adottate permettano effettivamente di raggiungere gli obiettivi prefissati. A suo avviso, la creazione di un ulteriore livello di coordinamento rischierebbe di generare sovrapposizioni amministrative e di assorbire risorse senza apportare miglioramenti concreti.
L'atto parlamentare passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.



