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CAMERE FEDERALI

Più competenze ai nostri Servizi segreti, ma non potranno sorvegliare la politica

Lo ha deciso il Consiglio degli Stati quasi all'unanimità nella seduta odierna. Ecco cosa cambierà per gli 007 elvetici.
Più competenze ai nostri Servizi segreti, ma non potranno sorvegliare la politica
Depositphotos (jackethead)
Fonte Ats
Più competenze ai nostri Servizi segreti, ma non potranno sorvegliare la politica
Lo ha deciso il Consiglio degli Stati quasi all'unanimità nella seduta odierna. Ecco cosa cambierà per gli 007 elvetici.

BERNA - Visto l'aggravarsi della situazione di minaccia a livello globale, bisogna conferire al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) competenze più ampie. Ne è convinto il Consiglio degli Stati, che oggi per 42 voti a 1 ha accolto la prima fase della revisione della legge in materia. Diversi però gli accorgimenti apportati: i servizi segreti non potranno ad esempio monitorare le attività politiche.

Il disegno governativo è già stato approvato anche dal Nazionale in giugno. Farà ora ritorno sui banchi della Camera del popolo per l'esame delle divergenze.

Licenziando il messaggio all'inizio dell'anno, il Consiglio federale evidenziava che dal 2020 le minacce trattate come prioritarie dal SIC si sono moltiplicate. Vi rientrano tra le altre il terrorismo, l'estremismo violento, lo spionaggio, i ciberattacchi, la proliferazione delle armi di distruzione di massa e gli attacchi alle infrastrutture critiche.

Più poteri, anche nell'ambito finanziario
«La geopolitica è cambiata. Gli strumenti di ricerca e l'intelligenza artificiale ci obbligano a reagire», ha confermato Pascal Broulis (PLR/VD). L'obiettivo è pertanto attribuire più poteri all'intelligence, in modo che possa individuare tempestivamente e sventare tutti questi pericoli.

In caso di minacce gravi, il SIC potrà raccogliere dati presso gli intermediari finanziari, ossia le banche e altri fornitori di servizi, per far luce sui flussi di denaro di organizzazioni terroristiche o reti di spionaggio.

Le responsabilità degli 007 elvetici saranno anche ampliate per includere gli eventi legati alla politica di sicurezza che si verificano nel ciberspazio.

Più supervisione
Di pari passo, è previsto un rafforzamento della supervisione, così da preservare l'equilibrio tra sicurezza e tutela dei diritti fondamentali, ha dichiarato a nome della commissione preparatoria Mathias Zopfi (Verdi/GL). All'Autorità di sorveglianza indipendente sulle attività informative (AVI-AIn) verranno concesse competenze estese: potrà collaborare con le controparti straniere, informare direttamente le autorità cantonali delle sue raccomandazioni e proporre direttamente il proprio budget al Parlamento.

In materia di sorveglianza delle reti cablate, ossia e-mail, telefonia e Internet oltre i confini svizzeri, il governo ha definito in modo chiaro che non riguarda né i cittadini svizzeri né le persone residenti in Svizzera.

Nessuna sorveglianza politica
Seguendo in diversi punti le proposte della commissione, i «senatori» hanno applicato varie correzioni al disegno. Hanno soprattutto stralciato (24 voti a 15) il discusso articolo che avrebbe consentito al SIC di acquisire e trattare informazioni sulle attività politiche di organizzazioni o persone per garantire la loro protezione.

Se è vero che il SIC quando deve gestire una minaccia necessita di informazioni sulle attività di un individuo, come i suoi spostamenti, ciò non vale per il contenuto delle attività politiche, ha detto Zopfi. I diritti politici rientrano tra quelli fondamentali e il loro esercizio non può essere messo sotto la lente in assenza di una giusta causa, ha ritenuto la maggioranza del plenum.

Inutile l'opposizione fra gli altri di Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU), preoccupata per possibili lacune nella protezione. «Un'organizzazione potrebbe essere presa di mira da un gruppo terroristico e non sufficientemente tutelata dal SIC», ha avvertito la «senatrice» lucernese.

Notificare la localizzazione
I servizi segreti potranno invece impiegare un apparecchio di localizzazione sul veicolo o sull'oggetto osservato. Tuttavia, la Camera dei cantoni ha deciso che, conclusa l'operazione, l'utilizzo di tali strumenti dovrà essere notificato al Dipartimento della difesa (DDPS).

In linea di principio, i dati raccolti devono essere esaminati e nel caso distrutti tre mesi dopo la fine della relativa misura. Inoltre, rispetto alla versione originale, gli Stati ritengono che non debba essere il capo del DDPS ad assegnare un'identità fittizia a determinate persone. Tale competenza è stata attribuita al direttore del SIC.

Per 41 voti a zero gli Stati hanno infine chiesto un'attuazione più efficace delle misure per mettere al bando le organizzazioni. Berna dovrebbe poter stabilire autonomamente, senza appoggiarsi su valutazioni di organismi internazionali, quali costituiscono un pericolo per la sua sicurezza. In poche parole, il Consiglio federale potrà emettere un divieto non solo sulla base di una decisione delle Nazioni Unite, bensì anche fondandosi sugli accertamenti del SIC.

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