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SVIZZERA

Richiedenti asilo: non c'è unanimità sui criteri di respingimento

Critiche arrivano sia da destra che da sinistra
TIPRESS
Fonte Ats
Richiedenti asilo: non c'è unanimità sui criteri di respingimento
Critiche arrivano sia da destra che da sinistra

BERNA - Una commissione parlamentare intende definire criteri più precisi per l'espulsione dei richiedenti asilo. Secondo le associazioni e le organizzazioni, questo progetto va troppo oltre. L'UDC ritiene invece che non sia abbastanza restrittivo.

A seguito di un'iniziativa parlamentare di Gregor Rutz (UDC/ZH), la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) propone di elencare in modo esaustivo nella legge i motivi che giustificano l'inammissibilità di un rinvio. La procedura di consultazione su questo progetto si conclude oggi.

Criteri fissi devono consentire di chiarire i casi in cui deve essere ordinata un'ammissione provvisoria. Concretamente, la formulazione «ad esempio», che specifica in quali casi viene ordinata un'ammissione, deve essere soppressa dalla legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI). In futuro, saranno ammessi come motivi solo «la guerra, la guerra civile, la violenza generalizzata o una necessità medica». Il progetto di legge mira a ridurre il numero di ammissioni provvisorie al fine di realizzare risparmi.

Critiche da destra e da sinistra
Secondo il Partito socialista e i Verdi, la modifica non consentirebbe di tenere conto della situazione individuale delle persone in cerca di protezione. Le persone particolarmente vulnerabili sarebbero escluse dalla protezione, hanno dichiarato i partiti di sinistra.

Il Centro si pronuncia a favore dell'adeguamento, poiché apporta «maggiore chiarezza». La modifica della legge avrebbe tuttavia un'utilità limitata. Secondo il partito, è necessaria una riforma più completa.

Piuttosto che riformare l'ammissione provvisoria, l'UDC preferirebbe abolirla tout court. I democentristi accolgono con favore l'orientamento generale del progetto, ma ritengono che i chiarimenti previsti non siano sufficienti. Viene poi domandato che la situazione di emergenza sanitaria sia rimossa dal progetto.

Più complicato e più costoso
L'Associazione dei Comuni Svizzeri accoglie dal canto suo con favore la proposta. Si aspetta una prassi chiaramente definita e più restrittiva e spera in un alleggerimento dell'onere per i Comuni.

L'Unione delle città svizzere (UCS) mette invece in guardia contro una «situazione di emergenza a livello comunale» e un «trasferimento massiccio di costi e problemi» dalla Confederazione alle città.

Sia l'UCS che la Commissione federale della migrazione (CFM) respingono la modifica di legge. Questa non è né convincente dal punto di vista giuridico né sensata in materia di politica d'asilo, scrive la CFM. «Le situazioni di pericolo complesse spesso non possono essere chiaramente classificate in un'unica categoria», aggiunge.

La Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) teme che la modifica comporti un'ulteriore incertezza giuridica. Le procedure potrebbero così diventare più costose e più onerose, motivo per cui respinge il progetto.

Quasi un caso su cinque
Secondo il rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, tra il 2022 e la fine di ottobre 2025 sono state ammesse a titolo provvisorio 20'990 persone. In circa il 18% dei casi i motivi non sono stati registrati statisticamente e si basavano verosimilmente su fattori individuali e cumulativi.

Questi casi potrebbero rientrare nella modifica proposta. Il numero esatto non può tuttavia essere determinato in modo definitivo, osserva la CIP-N.

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