Micasa cambia proprietà e taglia 70 posti di lavoro

Un gruppo di investitori guidato dall'imprenditore Toni Shala rileva la catena di arredamento. Confermata la chiusura di quattro filiali entro gennaio 2027.
Un gruppo di investitori guidato dall'imprenditore Toni Shala rileva la catena di arredamento. Confermata la chiusura di quattro filiali entro gennaio 2027.
VOLKETSWIL - Nuovi proprietari e una ristrutturazione che costerà 70 posti di lavoro. La catena svizzera di negozi di arredamento Micasa, in difficoltà finanziarie, è stata rilevata da un gruppo di investitori guidato dall'imprenditore attivo nel settore della logistica Toni Shala. Lo ha annunciato l'azienda in un comunicato diffuso lunedì sera. L'operazione porterà nuovi capitali per lo sviluppo dell'attività, ma sarà accompagnata da una riduzione del personale.
Il passaggio di proprietà segna un nuovo capitolo per l'ex catena Migros. Nel febbraio 2025 il gigante della distribuzione aveva venduto Micasa, attraverso un'operazione di management buyout, all'allora CEO Philipp Agustoni e all'allora direttore operativo Manuel Landolt. I due erano sostenuti dalla società d'investimento Rethink e da investitori privati. Dal settembre 2025, Micasa AG opera in modo indipendente. Il nuovo proprietario Toni Shala, che afferma di vantare una lunga esperienza nella logistica e nell'arredamento, punta ora a rafforzare l'azienda attraverso investimenti tecnologici. «Investiamo in modo mirato in IT e soluzioni digitali per rafforzare acquisti, logistica, disponibilità della merce e servizio clienti. Sostengo Micasa a lungo termine», ha dichiarato nel comunicato.
Il cambio di proprietà è accompagnato anche da una riorganizzazione dei vertici. Come emerso già alla fine della scorsa settimana, Manuel Landolt assumerà la direzione operativa dell'azienda, mentre Philipp Agustoni ha lasciato Micasa di comune accordo, secondo quanto da lui stesso dichiarato. Véronique Rath entra nella direzione come responsabile degli acquisti, mentre il consiglio di amministrazione è presieduto da Beatrix Ferkinghoff.
70 posti di lavoro vengono eliminati
La ristrutturazione avrà conseguenze concrete per il personale. Micasa ha confermato la soppressione di 70 posti di lavoro, precisando che saranno necessari anche dei licenziamenti. Come già annunciato, quattro filiali chiuderanno entro la fine di gennaio 2027: quelle di Crissier, Langendorf, Brügg e Buchs. Secondo il comunicato, non sono previste ulteriori chiusure di punti vendita.
La società ha inoltre riconosciuto di aver accumulato ritardi nei pagamenti ai fornitori durante la fase di separazione da Migros. Con i partner coinvolti sono stati raggiunti accordi vincolanti, con l'obiettivo di ripristinare il prima possibile la regolarità dei pagamenti.
Restano infine da risolvere alcune questioni legate agli ordini dei clienti. Micasa assicura che le consegne ancora in sospeso e le richieste irrisolte saranno affrontate «con la massima priorità», attraverso un contatto diretto con le persone interessate.




