Cresce l'ondata di auto cinesi in Svizzera

La penetrazione dei produttori asiatici spinge la concorrenza e trasforma il mercato svizzero dell’auto.
ZURIGO - Dopo l'arrivo, avvenuto in sordina, dei primi pionieri prima del 2020, il numero di case automobilistiche cinesi presenti sul mercato svizzero ha registrato un'accelerazione a partire dal 2023. Oggi sono circa una quindicina a voler conquistare gli automobilisti elvetici e la maggior parte punta su prezzi vantaggiosi.
Negli ultimi anni, i costruttori Polestar - filiale del colosso Geely - Aiways, Smart - joint venture tra Geely e la tedesca Mercedes - Zeekr, Lynk & Co - sempre marchi Geely - si sono insediati in Svizzera. A loro si è aggiunto il marchio di origini inglesi MG, di proprietà di un altro colosso automobilistico cinese, la SAIC, affiancato da un ulteriore gigante, BYD, seguito da XPeng e Leapmotor, nonché, più recentemente, da Denza, il marchio di auto sportive di lusso di BYD.
Tra i primi ad arrivare in Svizzera, Aiways è fallita, dopo aver venduto un centinaio di veicoli, secondo l'Unione svizzera dei professionisti dell'automobile (UPSA). Sebbene la scomparsa di un marchio non sia una novità, «la dinamica fulminea» in atto è invece nuova e potrebbe portare a un processo di consolidamento che si protrarrà per diversi anni, osserva il direttore Christian Wyssmann.
Forte crescita
Il processo di consolidamento potrebbe presto dover fare i conti con nuovi attori. Chery dovrebbe infatti lanciare i marchi Omoda e Jaecoo, seguiti da iCaur e Lepas. È poi atteso l'arrivo di Great Wall con i suoi marchi Haval, Ora e Wey. Meglio nota soprattutto per i suoi telefoni cellulari, Xiaomi ha dal canto suo annunciato la commercializzazione dei suoi due modelli di auto elettriche in Europa il prossimo anno, a partire dalla Germania. Anche Geely, questa volta con il proprio marchio, potrebbe presto posizionarsi sulla griglia di partenza.
A lungo limitate a una presenza marginale, le marche cinesi stanno iniziando ad affermarsi in modo duraturo nel panorama svizzero. BYD, MG, Leapmotor o ancora Zeekr non si accontentano più di sondare il mercato: stanno ampliando le loro gamme, sviluppando le reti di distribuzione e puntano a conquistare la clientela offrendo un rapporto allettante tra prezzo, tecnologia e dotazioni.
Un'accelerazione confermata dai dati sulle immatricolazioni di auto nuove. A settembre, BYD ha visto le proprie vendite più che triplicare (+288%) raggiungendo quota 715 veicoli. Una cifra certamente ancora modesta rispetto alle 2.152 unità vendute dal leader Volkswagen, ma la crescita rimane impressionante, raggiungendo un picco di oltre il 783% su base annua dopo nove mesi, con 4.568 immatricolazioni.
Tra gennaio e fine settembre, BYD ha quindi venduto più veicoli rispetto a case automobilistiche storiche come Citroën (2.284), Fiat (1.687), Peugeot (3.772) e Opel (2.616), per esempio. Con un risultato di poco superiore a quello di Kia (4.562), BYD è ormai alle calcagna dell'altra casa sudcoreana Hyundai (5.132) e dell'americana Tesla (5.317). BYD, Denza, Leapmotor, MG, Polestar e Zeekr hanno registrato 10'432 nuove immatricolazioni nei primi nove mesi, su un totale di 173'357.
Concorrenza agguerrita in Cina
Oltre alla volontà di inserirsi nell'economia globale, proprio come i loro concorrenti, i costruttori del Regno di Mezzo devono anche fare i conti con un eccesso di capacità produttiva. Quest'ultima non è più coperta dalla domanda interna e vi sono volumi disponibili, il che spiega il crescente afflusso di prodotti sul mercato europeo, compresa la Svizzera, osserva da parte sua Thomas Rücker, direttore di auto-suisse, intervistato dall'agenzia AWP.
Il fatto che l'Europa sia considerata un mercato attraente non è legato solo ai costi energetici, ma anche alla strategia di elettrificazione nel Vecchio Continente e alla concorrenza aggressiva sul mercato interno cinese, aggiunge il responsabile dell'associazione di categoria degli importatori automobilistici svizzeri. A questo proposito, anche i prezzi elevati della benzina giocano un ruolo, ma non esclusivamente.
In generale, l'offerta dei costruttori cinesi si distingue dalla concorrenza per un numero limitato di gamme per modello, mentre le opzioni a pagamento presenti nel catalogo sono rare. «Molti marchi europei tradizionali hanno a lungo perseguito con grande successo una strategia di personalizzazione dei veicoli. Da qui derivano questi elenchi di optional molto completi, che offrono un'ampia gamma di colori e dotazioni», spiega Rücker.
Una politica commerciale che è stata accompagnata da una pianificazione e da una gestione della produzione nettamente più complesse rispetto a quelle necessarie per offerte di prodotti più limitate o standardizzate, aggiunge il direttore di auto-suisse.
Poiché i nuovi marchi puntano sempre più su gamme di prodotti standardizzate senza grandi variazioni, anche i costruttori storici dovrebbero impegnarsi maggiormente in questa direzione per essere o rimanere competitivi, suggerisce Rücker.



