Mangimi proteici: si ricorre alle scorte obbligatorie

Il basso livello del Reno e del Danubio sta creando grossi problemi nelle catene di fornitura
BERNA - L’approvvigionamento di mangimi proteici per l’alimentazione animale in Svizzera resta sotto pressione a causa delle persistenti difficoltà logistiche lungo le principali catene di fornitura. Le limitazioni nei trasporti attraverso il Reno e il Danubio, dovute al basso livello delle acque, hanno ridotto la capacità di approvvigionamento e costretto il governo ad intervenire per evitare carenze.
Su richiesta di Roland Pfister, delegato all’Approvvigionamento economico del Paese (AEP), il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) Guy Parmelin ha disposto la liberazione delle scorte obbligatorie di mangimi proteici. L’ordinanza entrerà in vigore il 15 ottobre 2026, permettendo ulteriori prelievi per sostenere il mercato nazionale.
Dal 1° settembre, grazie a una riduzione temporanea della soglia di copertura del fabbisogno, è consentito prelevare fino al 20% delle scorte obbligatorie totali. Finora è stato utilizzato il 9,5% delle riserve, un’azione senza precedenti in relazione a generi alimentari e mangimi. In passato, come nel 2018, erano già stati autorizzati prelievi a causa della scarsità d’acqua nei fiumi, ma la situazione si era poi risolta senza la necessità di attivare le scorte.
Le scorte obbligatorie di mangimi, che appartengono alle aziende, sono pensate per garantire due mesi di copertura totale in caso di interruzione delle importazioni. In questa fase, tuttavia, sebbene le forniture siano ridotte, le importazioni continuano, consentendo di prolungare la durata effettiva di copertura oltre il periodo previsto dall’obiettivo delle scorte.
La disponibilità mondiale di fonti proteiche resta sufficiente, ma la Svizzera è penalizzata dalle difficoltà di trasporto. Le limitazioni riguardano anche gli impianti di spremitura dei semi oleosi: sono colpite sia la consegna dei semi, sia la spedizione delle fonti proteiche che ne derivano. Attualmente risulta critica anche la domanda di capacità su rotaia e gomma, poiché molte merci devono essere dirottate dal trasporto fluviale ad altri canali, mentre la carenza di foraggio grezzo richiede ulteriori trasferimenti. Ne consegue che le consegne destinate al mercato svizzero si trovano in concorrenza con altri flussi logistici, con il rischio di ritardi o sospensioni temporanee delle forniture.
Per l’alimentazione animale, le principali fonti proteiche sono farine di soia, colza e girasole, sottoprodotti dell’estrazione di olio vegetale dai semi oleosi. In particolare, per la farina di soia, la Svizzera dipende quasi totalmente dalle importazioni. Questi ingredienti vengono combinati dai produttori di foraggio con cereali e altri prodotti, o aggiunti direttamente alle razioni alimentari, rivestendo un ruolo centrale nell’allevamento di bovini, suini e pollame.
Nonostante la situazione resti delicata, la liberazione delle scorte obbligatorie decisa dal Consiglio federale mira a garantire la continuità delle forniture e a ridurre i rischi di carenze, mentre le autorità continuano a monitorare l’evolvere della situazione e ad adattare le misure in base all’andamento della domanda e alle possibilità di trasporto.



