Un "made in Europe" anche per la Svizzera?

La Svizzera osserva da vicino le trattative europee per l'accesso ai benefici industriali comunitari.
BRÜSSEL - La ministra tedesca dell'economia, Katherina Reiche, vuole includere partner commerciali come la Svizzera nell'iniziativa "Made in Europe". Diversa la posizione del ministro francese dell'industria, Sébastien Martin, che vuole destinare fondi pubblici unicamente alle industrie degli Stati membri dell'UE.
Entrambi i ministri si sono espressi giovedì al loro arrivo al Consiglio Competitività a Bruxelles. A questo incontro si riuniscono i ministri competenti dei 27 Stati membri dell'UE per discutere del rafforzamento dell'industria europea.
Il concetto di "Made in Europe" fa parte della legge sull'accelerazione industriale proposta dalla Commissione europea in primavera. L'obiettivo è quello di prestare attenzione a una "preferenza europea" negli appalti pubblici in determinati settori industriali. Resta controverso in che misura paesi terzi come la Svizzera possano essere considerati "europei" in questo contesto.
Le associazioni economiche svizzere così come la Confederazione seguono da vicino le discussioni. Così, ad esempio, all'inizio di settembre una delegazione economica di alto livello ha intrapreso un viaggio a Bruxelles.



