BNS, la decisione sui tassi sta arrivando: «Un rialzo a settembre è improbabile»

Mentre all'estero tornano a salire, la Banca nazionale svizzera dovrebbe lasciare tutto com'è. Anche se una svolta si avvicina
Mentre all'estero tornano a salire, la Banca nazionale svizzera dovrebbe lasciare tutto com'è. Anche se una svolta si avvicina
BERNA - Giovedì è attesa la prossima decisione sui tassi della Banca nazionale svizzera (BNS), mentre all'estero alcune banche centrali hanno già avviato una nuova fase di rialzi. A settembre la Banca Centrale Europea e la Federal Reserve statunitense hanno entrambe aumentato i rispettivi tassi guida di 0,25 punti percentuali. In Svizzera il tasso guida resta invece allo 0%.
Secondo Philipp Burckhardt di Lombard Odier Investment Managers, i mercati finanziari si aspettano ora i primi aumenti anche da parte della BNS, ma soltanto a partire dal 2027. A sostenere queste aspettative sono un'economia che, dopo un inizio d'anno debole, sta migliorando, e la crescita dei prezzi, alimentata anche dai rincari energetici legati alle tensioni in Medio Oriente.
È cambiato anche il quadro sul fronte valutario: dall'inizio del 2026 il franco ha perso terreno nei confronti di euro e dollaro, rendendo più care le merci importate e aumentando così la pressione sui prezzi. L'inflazione è recentemente salita allo 0,8%. Secondo Burckhardt, inoltre, il rischio di un calo dei prezzi si è ulteriormente ridotto.
Per giovedì, tuttavia, l'esperto non prevede un aumento del tasso guida. Ritiene più probabile che la BNS riveda al rialzo le proprie previsioni sull'inflazione, segnalando così la possibilità di un successivo rialzo. Una sorpresa già a settembre non viene esclusa, ma è giudicata «piuttosto improbabile».
Le nuove aspettative si riflettono già in parte sui mutui ipotecari. Un rialzo inatteso della BNS potrebbe spingere ancora leggermente verso l'alto i tassi ipotecari nel breve periodo. Una futura svolta potrebbe inoltre stabilizzare il franco e favorire i risparmiatori, con possibili rendimenti più elevati sui conti di risparmio. Secondo Burckhardt, l'economia svizzera resta abbastanza solida da sostenere ulteriori aumenti dei tassi; per il momento non sono invece previsti effetti diretti sugli affitti.




