No agli aiuti d'emergenza in caso di catastrofi naturali

Per le alluvioni del 2024, comprese quelle in Mesolcina e Vallemaggia, dovrebbe arrivare un messaggio governativo a novembre
BERNA - La Confederazione non finanzierà - per ora - misure e aiuti d'emergenza in caso di catastrofi naturali. Il Consiglio nazionale ha respinto oggi con 101 voti contro 93 (3 astenuti) una mozione del Consiglio degli Stati che chiedeva di introdurre questo tipo di sostegno.
A nome della commissione, il consigliere nazionale Nicolas Kolly (UDC/GR) ha riconosciuto che, in presenza di eventi naturali eccezionali, può essere necessario un sostegno finanziario della Confederazione ai Comuni e ai Cantoni colpiti. La frana di Blatten, nel 2025, così come le intemperie del 2024, hanno dimostrato che calamità di portata straordinaria possono comportare un onere finanziario considerevole per i Cantoni interessati.
Kolly ha tuttavia sottolineato che questi eventi hanno anche dimostrato come la Confederazione sia già in grado di intervenire nell'ambito delle competenze che le sono attualmente attribuite. La gestione delle catastrofi naturali spetta infatti, in linea di principio, ai Cantoni. Un coinvolgimento della Confederazione disciplinato per legge potrebbe modificare questa ripartizione delle competenze.
Contrario alla mozione si è detto anche il consigliere federale Albert Rösti. «La posizione del governo si fonda sul fatto che ci è già stato affidato il compito di elaborare un rapporto che dovrà verificare e, se necessario, completare le basi legali per consentire un rapido intervento della Confederazione in caso di catastrofe», ha spiegato.
In altre parole, ha aggiunto il ministro dell'ambiente, l'esecutivo non intende elaborare preventivamente una nuova proposta di legge, prima che sia chiarita l'effettiva necessità di un simile intervento. Rispondendo a una domanda di Bruno Storni (PS/TI), Rösti ha poi detto che il messaggio governativo sugli aiuti straordinari per la Vallemaggia, la Mesolcina e il Vallese, colpiti del maltempo nel 2024, dovrebbe essere adottato a novembre.



