Parmelin mette in guardia da un'escalation nel Golfo

A New York il presidente della Confederazione richiama al dialogo e alla stabilità, affrontando anche i rapporti commerciali con gli USA.
NEW YORK - Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha messo in guardia dalle conseguenze di un'escalation del conflitto nella regione del Golfo. Davanti ai media riuniti oggi a New York per l'81esima Assemblea generale dell'ONU, ha ribadito che l'obiettivo delle Nazioni Unite è tornare a una maggiore stabilità e a soluzioni politiche concrete, sia nel Golfo Persico sia tra Russia e Ucraina.
Nel conflitto in Medio Oriente la Svizzera dispone di un mandato di potenza protettrice per le relazioni tra Stati Uniti e Iran. Secondo Parmelin, questo ruolo permette a Berna di mantenere aperti i canali di comunicazione anche quando i negoziati politici subiscono battute d'arresto. «È essenziale mantenere i contatti, cercare nuove strade e tenere aperti i canali di dialogo», ha sottolineato.
Parmelin ha inoltre osservato che, nonostante l'impressione che il potere politico stia prevalendo sulle regole internazionali, diversi piccoli Stati stanno cercando di rafforzare la propria cooperazione. Una ventina di Paesi partecipano ormai alla «Future of Investment and Trade (FIT) Partnership», iniziativa lanciata nel 2025 da Svizzera, Nuova Zelanda, Singapore ed Emirati Arabi Uniti per cercare nuove risposte alle sfide politiche ed economiche.
Proseguono i colloqui relativi ai dazi USA
Sul fronte della controversia doganale con gli Stati Uniti, Parmelin ha indicato come priorità la stabilità dell'economia svizzera. Berna e Washington rispettano attualmente gli impegni contenuti nella dichiarazione comune negoziata dalle due parti, mentre proseguono i colloqui per arrivare a un accordo a lungo termine e giuridicamente vincolante. A margine dell'Assemblea generale Parmelin ha incontrato anche il rappresentante statunitense per il commercio Jamieson Greer.
Il presidente della Confederazione ha avuto colloqui anche con il primo ministro canadese Mark Carney e con il presidente vietnamita Tô Lâm. Con Carney ha concordato di esaminare al prossimo WEF di Davos le possibilità di sviluppare ulteriormente l'accordo bilaterale di libero scambio. Parmelin ha inoltre annunciato che si recherà in Vietnam dopo la riunione della Banca mondiale a Bangkok per firmare l'accordo di libero scambio tra i due Paesi.



