Posta, utile in salita nonostante il calo delle lettere

Nel primo semestre l'utile ha raggiunto i 139 milioni. Crescono i pacchi e PostFinance.
BERNA - La Posta Svizzera ha registrato un aumento degli utili nel primo semestre del 2026. Il risultato operativo (EBIT) è salito da 118 a 173 milioni di franchi rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l'utile del gruppo è passato da 74 a 139 milioni. I ricavi di esercizio sono aumentati leggermente, raggiungendo i 3,67 miliardi di franchi.
A sostenere i conti sono stati in particolare la logistica, con un aumento del 5,6% dei pacchi spediti, e PostFinance, il cui EBIT è cresciuto da 135 a 167 milioni di franchi. Hanno contribuito anche le misure sui prezzi e i programmi di risparmio. L'organico è sceso a 35'041 posti a tempo pieno, 437 in meno rispetto a un anno prima.
Prosegue invece il declino della posta tradizionale: nei primi sei mesi dell'anno il volume delle lettere è diminuito del 5% e rispetto a dieci anni fa la flessione raggiunge il 38%. I pagamenti in contanti allo sportello sono calati dell'11% nel semestre e del 68% nell'arco di dieci anni. Il direttore finanziario Alex Glanzmann invita inoltre alla cautela: per ogni franco di fatturato alla Posta restano meno di 5 centesimi di EBIT, con cui finanziare anche un servizio pubblico che costa circa 365 milioni di franchi all'anno.
Parallelamente crescono i servizi digitali. L'utilizzo dell'app della Posta è aumentato del 57,6% rispetto al primo semestre del 2025 e «La mia posta digitale» conta oltre 1,4 milioni di utenti. Fra questi, 630'000 ricevono la corrispondenza esclusivamente in formato digitale, il triplo rispetto a un anno fa. Digital Services ha tuttavia ampliato la perdita operativa da 29 a 40 milioni di franchi, mentre Rete Postale ha chiuso con un deficit di 50 milioni.
Syndicom ha criticato i tagli al servizio pubblico e le misure di risparmio sul personale. Secondo il sindacato, il costante aumento dei pacchi ha portato il carico di lavoro a livelli non più sostenibili e l'andamento degli affari non giustifica ulteriori pressioni sui dipendenti o riduzioni delle prestazioni del servizio postale di base.



