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NEUCHÂTEL

Licenziati per aver scioperato, la CEDU condanna la Svizzera

Per i giudici di Strasburgo spetta ai sindacati valutare quando una protesta può dirsi conclusa. Sproporzionate anche le sanzioni per un picchetto pacifico.
Licenziati per aver scioperato, la CEDU condanna la Svizzera
24HEURES/GÉRALD BOSSHARD
Licenziati per aver scioperato, la CEDU condanna la Svizzera
Per i giudici di Strasburgo spetta ai sindacati valutare quando una protesta può dirsi conclusa. Sproporzionate anche le sanzioni per un picchetto pacifico.

NEUCHÂTEL - La Svizzera ha violato la libertà sindacale nel caso dei dipendenti dell'Ospedale della Providence di Neuchâtel, licenziati nel 2013 per aver partecipato a uno sciopero. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) con una sentenza pronunciata oggi.

Secondo la Corte, il diritto di sciopero non può essere limitato attraverso interpretazioni imprevedibili della legge. In particolare, non spetta al datore di lavoro, né successivamente ai tribunali, decidere unilateralmente che le concessioni offerte siano sufficienti a porre fine a una protesta. È anzitutto il sindacato a dover valutare se gli obiettivi della mobilitazione siano stati raggiunti.

Quanto alle rappresentanti sindacali, i giudici hanno sottolineato che il picchetto si era svolto senza violenze né danni. Le sanzioni penali sono state quindi giudicate un'ingerenza sproporzionata nella libertà sindacale, anche per il rischio di intimidire chi organizza mobilitazioni collettive.

La protesta contro le nuove condizioni di lavoro
La vicenda risale al 2012, quando la direzione dell'ospedale aveva deciso di uscire dal contratto collettivo di lavoro Santé 21, in vista della vendita della struttura a Swiss Medical Network (SMN), gruppo di cliniche private riconducibile ad Antoine Hubert.

La decisione aveva suscitato preoccupazioni tra i dipendenti, che temevano un peggioramento delle condizioni di lavoro e possibili esternalizzazioni. Sostenuto dal Sindacato svizzero dei servizi pubblici e Syna, il personale aveva quindi avviato una mobilitazione.

Ventidue licenziamenti e le condanne per il picchetto
Nonostante alcune garanzie temporanee offerte dal nuovo proprietario, le rivendicazioni sindacali erano rimaste insoddisfatte. Nel febbraio 2013, 22 dipendenti ancora in sciopero erano stati licenziati con effetto immediato.

Parallelamente, le segretarie del Sindacato svizzero dei servizi pubblici e Syna erano state condannate penalmente per violazione di domicilio. Al centro della contestazione vi era una tenda collocata su due posteggi all'esterno dell'ospedale, lontano dall'ingresso dei pazienti.

Secondo la ricostruzione sindacale, quella sistemazione era stata inizialmente richiesta dallo stesso datore di lavoro.

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